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Recensioni | Pubblicato il 23 luglio 2013

Monsieur Voltaire

Monsieur Voltaire

33

Genere: Psych-Folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Noja Records, White Birch Recordings

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Nel novembre scorso vi avevamo presentato questo progetto che ci aveva particolarmente colpito. Si tratta di Monsieur Voltaire, pseudonimo del musicista toscano Marcello Rossi. Una esperienza ventennale in band di varia natura (tra le quali Golden Shower, Nativist, Greyscale, Najra) che si riversa nell’album di debutto 33, prodotto da Carlo Barbagallo (che collabora anche come musicista). Hanno contribuito anche  Manuel Volpe (Trombone, Banjo) e Simone Pozzi (batteria e percussioni). 

E’ significativo riportare le parole dell’artista sul progetto, in quanto si possono cogliere al meglio gli aspetti che si celano dietro la sua musica: ““Il candido è un piccolo e innocuo personaggio di Voltaire che non può non essere amato. Travolto da mille passioni, accidenti/incidenti in mirabolanti avventure non la scampa mai del tutto, ma va avanti… continua. Un anti-Ulisse che ad un certo punto un giorno, stremato, decide di stabilire una casa nel suo cuore e coltivare un suo giardino, un suo piccolo regno, rendendo così grazie al paradosso, senza uno strappo di misticismo, ma con un piccolo atto di fede che è puramente intelletuale”.

Da questa dichiarazione si percepisce l’intimità che viene immessa nelle composizioni che fonda le sue radici in strutture prevalentemente psichedeliche (l’eleganza della finale “Purgatory“) e un cantautorato che si lega a questo aspetto e pesca inevitabilmente nel repertorio a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 (evidente il richiamo in “Ray Land” e “Higher Than the Sun“). Ma l’impronta del musicista toscano si sente sia nella suggestiva performance vocale, sia nel tentativo di contaminare il sound.

La corposità indefinita di “The Run” apre il disco, seguita dal flusso cadenzato e lisergico della successiva “Last Place“. “Shine” fa emergere una diversità di approccio e i diversi strati con cui viene portata avanti la composizione: uno strato rumoristico ci introduce al brano con l’arrangiamento che svilupperà il lato ambientale della sua musica, anche attraverso l’arpeggio di chitarra. Il pezzo più significativo dell’album, senza ombra di dubbio.

Un altro pezzo notevole è “Waiting to Be Kill” che si presenta sempre su atmosfere rarefatte, giochi ritmici particolari (nella parte conclusiva) e un’interpretazione vocale “spezzata”, a cui è davvero dura resistere. C’è anche spazio per aperture melodiche amplificate in “Emily“. Monsieur Voltaire tratteggia il suo esordio fra classicità e visionarietà, con riferimenti chiari e dichiarati ma con un’identità ben sviluppata; grazie a questa riesce a raggiungere livelli di intimità notevoli senza tralasciare l’aspetto estetico che gode di una cura minuziosa degli arrangiamenti. Ottimo debutto.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · The Run
  • 2 · Last Place
  • 3 · Ray Land
  • 4 · The Shine
  • 5 · Waiting to Be Kill
  • 6 · Higher That The Sun
  • 7 · Emily
  • 8 · Purgatory

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