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Recensioni | Pubblicato il 13 agosto 2013

Bobo-Rondelli-A-Local-famous-singer

Bobo Rondelli e l'Orchestrino

A Famous Local Singer

Genere: Swing-Jazz, Brass&Roll

Anno: 2013

Casa Discografica: Ponderosa Music&Art

Servizio di:

Ero in macchina qualche sabato fa, sintonizzo la radio sulle frequenze di Stereonotte (attualmente condotta dall’ottimo Duccio Pasqua) e sento qualcosa che mi colpisce particolarmente: una voce intensa (che canta in italiano) immersa nell’atmosfera di New Orleans, con echi di sfumature esotiche. E scopro, alla fine del brano, che si tratta di Bobo Rondelli.

Non che ci sia da stupirsi, considerato il talento e la portata del personaggio in questione. Ma sicuramente c’è un nuovo approccio che il cantautore livornese porta nel nuovo disco A Famous Local Singer. Ad accompagnarlo c’è l’Orchestrino, brass band formata da Dimitri Grechi Espinoza (sax tenore, sax alto, arrangiamenti), Filippo Ceccarini (tromba), Beppe Scardino (sax baritono), Tony Cattano (trombone), Daniele Paoletti (rullante), Simone Padovani (cassa), e con la partecipazione di Fabio Marchiori (melodica). E quindi si può capire come la sua forma cantautorale si versi in un bicchiere differente che predilige le atmosfere swing (“Puccio Sterza“, “Che Fregatura è l’amor”), ritmi cubani (“Cuba Lacrime“) e naturalmente il jazz e il blues.

Un condensato di musica da club che sembra essere pensato in una prospettiva live; e non è un caso la presenza tre brani  riarrangiati, che spesso suona dal vivo (da segnalare soprattutto il nuovo vigore, la profondità e il trasporto emotivo di “Bambina Mia“).

Altri contributi essenziali sono quelli del polistrumentista Mauro Refosco (Forro in the dark, Lounge Lizards, Red Hot Chili Peppers, Atoms for Peace) e la produzione di Patrick Dillett. Composizione più sistemiche che però non intaccano la riconoscibilità, le doti narrative e la poetica di Rondelli (un brano come “Il Paradiso” è l’apice di questo aspetto).

Le atmosfere e i riferimenti descritti inebriano tutto il disco. A partire dalle reinterpretazioni di due brani di Adriano Celentano: “Un Bambino sul Leone“, che per natura si adatta al nuovo rivestimento “esotico”; e poi c’è “24000 Baci“, un classico che però viene immerso nella brass-culture che domina il disco.

Tra i brani più interessanti c’è sicuramente “Settimo Round“, una sorta di ballata oscura dall’impostazione bluegrass; c’è anche la goliardica “Il Palloso” che colpisce molto e pesca molto dalla tradizione italiana su sfumature sudamericane. Ma il meglio viene con “Bobagi’s blues” che contiene anche stralci di velata improvvisazione.

Un lavoro davvero imponente che riesce a racchiudere la solennità e lo spirito festoso che si cerca di dare ad ogni singolo brano. Una dinamicità musicale costruita impeccabilmente sulle parole e che esprime al meglio la totalità artistica del cantautore livornese.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Un bimbo sul leone
  • 2 · Il cielo è di tutti
  • 3 · Il palloso
  • 4 · La marmellata
  • 5 · Cuba lacrime
  • 6 · 24mila baci
  • 7 · Puccio sterza
  • 8 · Settimo round
  • 9 · Bambina mia
  • 10 · Bobagi's blues
  • 11 · Prendimi l'anima
  • 12 · Che gran fregatura è l'amor
  • 13 · Il Paradiso

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