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Recensioni | Pubblicato il 16 giugno 2014

Ben Frost

Ben Frost

A U R O R A

Genere: Noise-Industrial

Anno: 2014

Casa Discografica: Mute Records

Servizio di:

Penso che ci siano poche obiezioni sul fatto che Ben Frost sia uno dei compositori più talentuosi contemporanei: versatilità, visione e la continua ricerca di nuove forme di esprimersi sono le caratteristiche che hanno segnato la sua gloriosa carriera.

Dopo varie autoproduzioni e alcune collaborazioni, torna a quasi cinque anni da By The Throat. Il nuovo album si intitola A U R O R A ed è uscito qualche giorno fa per la Mute. Al disco hanno collaborato  Greg Fox (ex-Liturgy), Shahzad Ismaily e Thor Harris (SWANS). Un titolo (e il modo in cui è scritto) che rivela in parte il corso di questo nuovo lavoro: l’aurora per definizione rappresenta il principio della rinascita; la separazione delle lettere indica una sorta di frattura di questo evento naturale. Un freno alla rinascita, un atto di sopravvivenza (la definizione del compositore australiano).

Tutto questo si riversa nel suono che acquisisce una connotazione più muscolare e non è un caso l’assenza della strumentazione acustica a favore dello strato sintetico. Un sound schiacciasassi che parte sempre da linee minimaliste e strati industriali (la linea di “The Teeth Behind Kisses “) che prendono consistenza e si trasformano in siluri con una capacità detonante impressionante. Le dissonanze di “Sola Fide” e l’imponenza di ”Diphenyl Oxalate” rappresentano al meglio lo stato abrasivo del lavoro di Frost.

Se “Flex” porta una costruzione graduale e un suono crescente ma soffocato, “Nolan” (che vi avvemo fatto già ascoltare) esplica quanto detto prima con una tessitura meticolosa e che si irrobustisce con il passare dei secondi. Non mancano i tentativi di inserire piccole macchie melodiche (in senso lato) come avviene in “Secant” che nella sua chiassosa esplosione non dimentica l’estetica. E la stessa cosa avviene in “Venter” che spinge sui ritmi, scavalcando la linea ambientale di sottofondo. In una prospettiva diversa si colloca “No Sorrowing” che eleva quello strato per valorizzare la crescita rumoristica. La finale “A Single Point Of Blinding Light” ribadisce il concept e fa leva ulteriormente sull’andamento e sul contrasto della “sua aurora”.

Ben Frost ha fatto una scelta coraggiosa dando una nuova pelle al suo sound: non c’è nulla di nuovo a livello orizzontale ma a livello verticale ritroviamo il suo immortale spirito di innovazione associato al racconto strumentale di una storia, una situazione, un sentimento. E da questo punto di vista, i risultati confermano questo suo talento.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Flex
  • 2 · Nolan
  • 3 · The Teeth Behind Kisses
  • 4 · Secant
  • 5 · Diphenyl Oxalate
  • 6 · Venter
  • 7 · No Sorrowing
  • 8 · Sola Fide
  • 9 · A Single Point Of Blinding Light

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