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Recensioni | Pubblicato il 8 dicembre 2012

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Abulico

Il Colore dei Pensieri

Genere: Pop Rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Materia Principale

Servizio di:

I napoletani Abulico, a tre anni di distanza dal loro esordio Behind, che al tempo avevo molto apprezzato per la freschezza compositiva e per l’originalità, buttano fuori in questo 2012 il loro nuovo disco con l’etichetta Materia Principale. Il Colore dei Pensieri contiene 9 tracce ed ha una peculiarità che lo distingue immediatamente dal suo predecessore: è totalmente in italiano. Ora, io non voglio imbarcarmi in un lungo monologo sull’opportunità o meno di questa scelta; il panorama è pieno di artisti che, stanchi di essere snobbati a causa delle loro tendenze anglofone, si arrendono alla lingua madre e spiccano il volo (vedi Maria Antonietta, per dirne una), ed è difficile condannare questa loro decisione. Nonostante ciò è ovvio che le capacità restano invariate, ed anche se la scelta può apparire un po’ scontata all’ascolto i brani del disco riecheggiano lo stile di quelli del 2009, magari dimostrando una maggiore maturità a padronanza. Con questo secondo lavoro gli Abulico si gettano senza remore nel pop rock più estremo; un pop, però, estremamente curato ed intelligente. Tutto ciò nonostante l’album presenti alcuni alti e bassi piuttosto evidenti, dovuti ad una tendenza di fondo alla ripetitività, soprattutto nella parte centrale. Un peccato facilmente comprensibile, considerato che assilla un’altissima percentuale degli artisti dei nostri tempi, e che si può ben perdonare di fronte alla bellezza coinvolgente di alcune tracce.

E visto che parliamo di tracce belle cominciamo subito con Colorare i Miei Pensieri, l’apertura del disco; una strofa crescente con un ritornello riuscitissimo che mi è subito entrato in testa. Segue un pezzo più malinconico, Colpa del Ghiaccio; la metrica delle liriche è incalzante come anche il ritmo generale del brano, che nel complesso risulta molto buono. Fragile già era stato il singolo anticipatore del disco; uno splendido testo ed una chiusura con un climax ostinato e travolgente lo rendono uno dei momenti più alti de Il Colore dei Pensieri. Autunno 1972 (un architetto) è melodicamente più snella ed arricchita da un giro di basso davvero squisito, mentre Il Tempo e la Scelta, nonostante gli eleganti inserti di archi ed ottoni, risulta meno incisiva degli altri brani, specie nella parte centrale e nel ritornello, che sa di già sentito. Althusser (Così uccisi Helene) risolleva subito le sorti dell’opera col suo incedere sinuoso in cui risalta particolarmente la batteria; memorabile anche la lunga coda finale. Incerto risulta acerba e un po’ scontata dal punto di vista melodico, mentre Il Volo è più lenta, ma anche toccante nel suo romantico crescendo. Infine chiude le danze La Purezza del Silenzio che, complessa nelle sue variazioni tonali ma poco convincente nella parte iniziale, si risolleva con una lunga coda di due minuti, per un finale in gloria.

Un lavoro senza dubbio più accessibile rispetto a Behind, ma comunque non del tutto privo di pecche, come si sente in alcune scelte melodiche talvolta troppo ammiccanti, che se garantiscono un facile effetto “di pancia” d’altro canto non elevano la qualità dell’insieme. A parte ciò si percepisce un’evoluzione nel percorso di questi ragazzi campani, che hanno dimostrato di aver fatto un salto avanti in maturità e consapevolezza. Dopo questa buona prova non ci resta che attendere il disco che li lancerà definitamente, sfruttando i margini di miglioramento che quest’opera fa presagire.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Colorare i Miei Pensieri
  • 2 · Colpa del Ghiaccio
  • 3 · Fragile
  • 4 · Autunno 1972 (un architetto)
  • 5 · Il Tempo e la Scelta
  • 6 · Althusser (Così uccisi Helene)
  • 7 · Incerto
  • 8 · Il Volo
  • 9 · La Purezza del Silenzio

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