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Recensioni | Pubblicato il 22 settembre 2014

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Tricky

Adrian Thaws

Genere: Trip hop

Anno: 2014

Casa Discografica: False Idols

Servizio di:

A 46 anni Adrian Thaws può considerarsi un vero e proprio autore. E la sua musica è musica d’autore. L’ex ragazzo terribile di Knowle West (il sobborgo di Bristol da cui viene) è da tempo un uomo maturo che ha fatto i suoi errori e avuto i suoi grandi successi. Adesso quindi si può permettere di scrivere musica al di là di aspettative messianiche o di vendita.

E lo fa attraverso la sua etichetta, la False Idols, con album dallo stile inconfondibile che parte dal trip hop per lambire i generi che ha influenzato, dal grime alla dubstep (per il trip hop puro si prega di rivolgersi ai Massive Attack).

Da questo punto di vista Adrian Thaws (titolo esplicativo del bisogno di parlare di sé e rivendicare un territorio) rappresenta una conferma e non smuove una virgola: album solido, riconoscibile, aperto agli incontri come i precedenti e allo stesso tempo intimo. Più lento e fumoso dei precedenti due, Mixed Race del 2010 e False Idols del 2013, diventa improvvisamente elettrico per rallentare nuovamente in una nuvola di fumo di canna. Le collaborazioni vocali nei brani non fanno che confermare il clima da locale fumoso ed equivoco.

Già dalla partenza di “Sun Down” Tricky ci impone di predisporci a bassi potenti, ritmo lento, voce polverosa, addolcita dall’intervento vocale di Tirzah. Per poi trascinarci in un vortice di campionamenti trip hop e spoken word in “Lonnie Listen”, in cui il controcanto di Francesca Belmonte allenta la tensione. Mentre “Something in the Way” è un piacevole incontro di vocalità down beat, sempre della Belmonte, e dolcezza bristoliana. In “Keep Me in Your Shake” si viene ingoiati da un blues sporco e fumoso, all’inizio del quale Tricky si accende una sigaretta, tanto per dare l’idea. Il lamento di Nneka aggiunge pathos ad un brano intenso.  E poi si salta con l’electro di “Nicotine Love”  e le sue diavolerie che ammaliano. Molto bella. E si ghiaccia il sangue nell’ascoltare le sirene nel trip hop da manuale di “My Palestine Girl”, oscura e pesante.

Siamo lontani da vecchi capolavori e la sensazione di stallo nella creatività di Tricky c’è, ma Adrian  Thaws è un album di classe da ascoltare abbandonandosi al flusso della mente, abbracciando virtualmente la mente di Tricky.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Sun Down
  • 2 · Lonnie Listen
  • 3 · Something In The Way
  • 4 · Keep Me In Your Shake
  • 5 · The Unloved (Skit)
  • 6 · Nicotine Love
  • 7 · Gangster Chronicle
  • 8 · I Had A Dream
  • 9 · My Palestine Girl
  • 10 · Why Don't You
  • 11 · Silly Games
  • 12 · Right Here
  • 13 · Silver Tongue - When You Go

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