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Recensioni | Pubblicato il 24 febbraio 2015

Adrift

Leonardo Rosado

Adrift

Genere: Ambient-Noise, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Oak Editions

Servizio di:

Leonardo Rosado è uno degli artisti che seguiamo da tanto tempo e vi introducemmo il suo “mondo” con Mute Words.Quel lavoro e i successivi hanno messo in evidenza due aspetti del suo essere: l’approccio globale all’arte con musica, parola e aspetti visuali che diventano un’unica forma di espressione e il flusso di intimità ed emotività che riesce ad esprimere.

Il suo nuovo lavoro sembra proprio scavare più a fondo. Si intitola Adrift ed è uscito a fine dicembre via Oak Editions. Sette brani che ripercorrono il “getto” di pensieri, emozioni e immagini che circola nella nostra mente e che altera il senso del tempo e dello spazio. Prima di inoltrarci sulla descrizione delle sonorità, vi proponiamo il poema dello stesso Rosado che riassume perfettamente il mood e il fulcro di questo album:

At that point in time I knew, That taking a step forward , Towards the abyss , Was all I had left
To truly feel the warmth of the sun ,And the softness of the guiding wind , Towards inevitability , Towards abandonment
But instead , I started to descend ,Forever falling, Forever learning pointless knowledge
Forever saying the same words, Until they became simultaneously meaningful and empty , Until I couldn’t understand no more
If it was the warmth of the sun or the softness of wind taking me ,To nowhere
I became adrift

L’atmosfera del poema si ritrova nel sound del disco che si caratterizza per l’elettroacustica dalle (non-)strutture dinamiche che fanno spesso ricorso al registro noise (l’incisività di questo fattore in “Ground and sky“). “Descent” ci fa immergere in un’atmosfera gelida e “avulsa” con essenziali strati rumoristici che “sollevano” la linea ambientale. “Adrift” non abbandona quel tono sommesso e malinconico (presente anche nel brano più lineare  ”Flatline“) ma tratteggia sfocatamente una vera e propria deriva (l’importanza dei field recording in questo pezzo). “Washed Ashore” scava un abisso con una frammentazione accentuata; il graffio è più incisivo nella successiva toccante “Sinking“.

Leonardo Rosado ha dimostrato un’altra volta il vigore e la vividezza delle sue composizioni che riescono ad esprimere un mondo, un fermo-immagine, un pensiero, una parola. La poeticità della musica avvolge questo disco. Con ritardo, entra di diritto fra le migliori uscite dell’anno passato.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Descent
  • 2 · Adrift
  • 3 · Wahed Ashore
  • 4 · Sinking
  • 5 · Flatline
  • 6 · Ground and sky
  • 7 · Cleansed

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