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Recensioni | Pubblicato il 3 maggio 2013

aedi

Aedi

Ha Ta Ka Pa

Genere: Indie-rock, Alt-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Gusstaff Records

Servizio di:

Ha Ta Ka Pa è il nome dell’ultimo album di un gruppo marchigiano che, grazie alla versatilità della propria musica, ha saputo catturare l’attenzione di Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten). Prima che quest’ultimo diventasse loro produttore, gli Aedi pubblicarono un demo album autoprodotto, The adventures of Yellow (2008), l’Ep Polish (2009) e il disco Aedi met Heidi (2010).

La distinzione più evidente rispetto alle creazioni precedenti risiede nella compresenza di sonorità audaci e silenzi venati da assoli vocali o strumentali. Il primo brano “Animale“, un crescendo scomposto di cacofonie, prelude a ”Idea“, in cui emerge con ilarità il cello rock che ha reso celebri band come i Rasputina. “Rabbit on the Road“, la traccia portante dell’album, è un esperimento sul suono lettera “r”; in essa si avverte una tensione crescente, affievolita con un silenzio quasi assoluto, a cui segue una violenta esplosione di suoni.

È indiscutibilmente degna di nota “Fohn“, caratterizzata da una batteria pressante e da una chitarra stridente, angosciante. Il ritornello struggente lascia spazio a un motivetto al piano, dopo il quale la fragilità emotiva del canto raggiunge il suo apice; infine un breve silenzio anticipa la deriva a cui sono, a poco a poco, abbandonati gli strumenti.

Nero” si apre con pochi accordi, che introducono un duetto di batteria e basso ispirato ai Joy Division. La voce dapprima soffocata assume in seguito toni sacrali, scompare momentaneamente e si ripresenta solo alla fine per esalare fra sommessi tintinnii “ha ta ka pa”, quasi come se si trattasse di un sortilegio.

Tomasz” è un brano melanconico e, nonostante nel mezzo vi sia un fiero risorgere, culmina con un coro scoraggiante. Al contrario “Yaka” e “Prayer“, spiccatamente evocativi, trasmettono un senso di indomito ardimento con cui perseguire la liberazione dai propri affanni. “The Sound Of Death” porge una conclusione consolatoria, mentre la bonus track “One Day In Heaven” consiste in un toccante tributo ai Liars.

La varietà racchiusa in quest’ultimo disco testimonia la vastità dell’immaginario degli Aedi, propensi alla sperimentazione e carichi di creatività. Indubbiamente l’istinto esercita un certo peso sulle loro composizioni, in cui predominano detonazioni sonore, talvolta cacofoniche, alternate a misurati silenzi. Allo stesso modo Celeste Carboni si destreggia fra vocalizzi di derivazione folk, flebili sussurri e urla sovrumane, senza imporsi come protagonista; questa mutevolezza accomuna la sua voce a quella di Bjork e di Karin Andersson (Fever Ray, The Knife), il cui aspetto viene esplicitamente citato nel videoclip del singolo “She is Happy“. Di conseguenza, dopo Ha Ka Ta Pa, è più che lecito prospettare ulteriori slanci di innovazione ed emotività.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Animale
  • 2 · Idea
  • 3 · Rabbit On The Road (feat Alexander Hacke)
  • 4 · Fohn
  • 5 · Nero
  • 6 · Tomasz
  • 7 · Yaca
  • 8 · Prayer Of Wind
  • 9 · The Sound Of Death

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