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News | Pubblicato il 3 novembre 2015

ccmaxigross

A due anni dall’esordio con Ruvain, ritornano i C+C=Maxigross con un nuovo album. Si intitola Fluttarn e uscirà ufficialmente il 6 Novembre via Vaggimal Dischi e Trovarobato. Fra gli ospiti ci sono artisti del calibro di  Martin Hagfors, Marco Fasolo (Jennifer Gentle), Miles Cooper Seaton (Akron/Family) e Håkon Gebhardt (Motorpsycho).  E’ disponibile lo streaming integrale via Rockit.

Fluttarn”, il secondo album dei C+C=Maxigross, conclude una trilogia di dischi registrati nei loro Vaggimal Studios presso Vaggimal (Verona), paesino di 114 anime situato a 732 metri s.l.m., iniziata nel 2011 con il primo ep “Singar” (“cantare” in Cimbro) e proseguita nel 2013 con il primo album “Ruvain” (“rumoreggiare, far rumore”). I titoli in Cimbro, lingua arrivata sui monti lessini tra Verona, Trento e Vicenza nel medioevo da popolazioni germaniche, vogliono essere un omaggio a una terra magica e sconosciuta quali sono le montagne sopra Verona. Ormai in Lessinia questa lingua è parlata e conosciuta da poche decine di persone.

L’avventura dei C+C=Maxigross è cominciata nel 2008 per il puro piacere di registrare una manciata di folk song in una casa di montagna e si è evoluta fino a far diventare il collettivo un vero e proprio punto di riferimento della scena folk psichedelica al di fuori dei confini nazionali. La loro musica ha infatti attirato artisti internazionali come l’americano Miles Cooper Seaton (Akron/Family) e il norvegese Martin Hagfors (HGH e stretto collaboratore di Jaga Jazzist, Motorpsycho e molti altri) oltre che a Marco Fasolo (producer e leader dei Jennifer Gentle) e Håkon Gebhardt (storico batterista dei Motorpsycho).

Dal punto di vista sonoro “Fluttarn” rappresenta un’evoluzione verso una stratificazione e una complessità negli arrangiamenti ormai lontani dal folk pop naif dell’ep d’esordio “Singar” e dal folk d’ispirazione sixties del primo album “Ruvain”. Se fino ad ora la band veniva spesso e volentieri definita folk pop (e la musica pubblicata ad oggi lo confermava) con questo secondo album ci si sposta verso sonorità a cavallo tra gli anni ’60 e i ’70, dal pop barocco e psichedelico dei The Zombies di Odessey and Oracle e i Love di Forever Changes fino a lidi talvolta prog e soul.

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