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Recensioni | Pubblicato il 5 dicembre 2014

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Algebra del Bisogno

Algebra del Bisogno

Genere: Elettronica Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Ordire trame esplicative sulle numerose produzioni/pubblicazioni dell’artista/producer salernitano Anacleto Vitolo non è mai cosa semplice. La stessa SoM tentò, illo tempore, di tracciarne un profilo quanto più esaustivo possibile ma che risulta attualmente già obsoleto per via delle molte progettualità in corso d’opera. Allora ben venga la prolificità artistica, in un tempo in cui si abusa spesso di questa terminologia, e ben vengano “prodotti” di qualità, capaci di sviscerare la sperimentazione tout-court nelle sue astrazioni più cross mediali. Vitolo si muove entro tali spazi evanescenti, dotato di quel dionisiaco “tocco d’oro” capace d’impreziosire i progetti in cui si cimenta. Già le esperienze con il progetto K.Lone, momentaneamente in stand-by, e  l’avvincente evoluzione dell’alter-ego Av-k, di cui la recente pubblicazione “A centripetal fugue” (curata dalla Laverna Net Label) ne ha lasciato trasparire la fertile consistenza, hanno infatti messo in luce l’iperattività di una lucida mente aperta pronta a miscelare, da folle alchimista, urgenze espressive talvolta completamente antitetiche eppure incredibilmente efficaci. Lo scorso Maggio abbiamo curato l’anteprima di un progetto estremo, l’ennesimo, su cui dobbiamo e vogliamo necessariamente tornare: “ALGEBRA DEL BISOGNO” – una performance in onore del centenario dalla nascita dello scrittore americano W.Burroughs. L’occasione, dunque, è di quelle nobili, necessarie per un autore celebre come B. che ha fatto della <<sperimentazione>> un percorso di analisi introspettiva oltre che sociale: la droga come autentico male assoluto del nostro tempo.

Scandagliare la poetica allucinata, trasversalmente tagliata (cut-up), del “Pasto Nudo”, testo principe da cui sono ripresi alcuni estratti, non è certo operazione da farsi a cuor leggero e ne nasce quindi un vero e proprio trio formato, oltre che già dal succitato Anacleto Vitolo, dalla musicista Michela Coppola (alla viola) e dall’attore/musicista Antonino Masilotti. Il risultato è sorprendente, non tanto per la mistione ormai inflazionata di musica e teatro (tralasciando classicismi) e su cui tante parole potrebbero spendersi, quanto per la magistrale resa sonora: evocativa, a tratti spiazzante, su cui si ricostruisce il viaggio metafisico, oltre che autobiografico, del protagonista del Pasto Nudo. La voce glaciale di Masilotti ne accentua i contenuti scuotendo il processo cognitivo dell’ascoltatore, guidato in un’occulta psicoterapia comportamentale dove tutto è risucchiato da un moto vorticoso, come in “Piramide” o nella più violenta “A Capote”, dove la mimesi teatrale acquisisce una forza superiore allo stesso impianto musicale. Una complicata equazione algebrica in cui il gioco delle (tre) parti dà un risultato irrazionale: Anacleto Vitolo tesse le fila di questo macabro esperimento, ne detta i tempi, i black-out imprevisti, le implosioni assordanti, i cadenzati battiti cardiaci – come nella pulsante “Campus”, nell’esoterica “Caro Dottore” o nella traccia d’apertura “L’ala orientale”, claustrofobica nell’atmosfera, su cui si stempera la struggente viola di Michela Coppola, che la carica d’attesa come in una “mezzanotte di fuoco”. In questa sintesi psyco-algebrica è proprio la viola uno degli elementi chiave di deframmentazione: allenta la tensione meccanica generata da Vitolo deformando i significati delle parole e dei gesti di Masilotti. Tutto ciò si sintetizza nella title-track “Algebra del Bisogno”, così come nella disturbata “Virus del Male”: ultimi istanti di un concept incredibilmente solido.

In definitiva Algebra del Bisogno si conferma ulteriore ottima prova per il prod. Anacleto Vitolo, qui spalleggiato dalla sensibilità musicale di Michela Coppola e dall’ algida esecuzione di Antonino Masilotti. È un viaggio introspettivo, sferzante, che non lascia indifferenti e che scava a fondo nei labirinti più occulti della mente – Una traversata da intraprendere più e più volte: “Per dirla con le parole del bisogno assoluto: Non lo fareste anche voi? Che fareste al posto mio?”

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · L'ala orientale
  • 2 · L'istante raggelato
  • 3 · Piramide
  • 4 · Caro dottore
  • 5 · Campus
  • 6 · A Capote
  • 7 · Il Virus del Male
  • 8 · Algebra del Bisogno

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