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AMAReCORD | Pubblicato il 25 marzo 2014

AMAReCORD – La Musica racconta la musica è uno spazio nel quale i musicisti raccontano il disco di un altro artista o gruppo (del passato o contemporaneo). Vogliamo creare una piccola raccolta di brevi racconti scritti da chi la musica la fa: il primo approccio con quel particolare disco, le influenze che ha eventualmente avuto sulla sua musica e l’analisi di alcuni brani. Un modo per far rivivere i dischi che hanno fatto la storia della musica e anche un modo per esplorare album più di nicchia, oltre a poter conoscere meglio l’artista che gentilmente si cimenta nella scrittura dell’articolo.

Salvo Mizzle

Il nuovo ospite della nostra rubrica è Salvo Mizzle che vi abbiamo presentato qualche settimana fa. Si tratta del progetto cantautorale di Salvatore De Padova. Via Zara l’album di debutto che è uscito il dicembre scorso. Il filo narrativo si sviluppa su più strati: si va dalle venature ruvide dei primi due brani sino alla prevalenza della sezione acustica (“Sfm” su tutti) e i richiami al grunge targato anni ’90. “Il Salto” è uno dei pezzi che rappresenta meglio questo aspetto. Un esordio più che sufficiente che esprime un songwriting ben costruito e che, con un po’ di coraggio compositivo, potrebbe raggiungere risultati notevoli.

HUP

Salvo Mizzle ha deciso di raccontare Ho Ucciso Paranoia dei Marlene Kuntz (1999, consorzio produttori indipendenti). Ecco le sure parole:

1999. Sono in viaggio con degli amici verso Bologna, una delle tante uscite organizzate dall’Accademia Di Belle Arti di Foggia. Ho 22 anni e l’inferno in corpo, sono la materializzazione del testo “Vent’anni” di Claudio Lolli. Guardo e vivo tutto con ardore ma la mia ricerca è avida e tormentata, è la ricerca di qualcosa che non esiste capii qualche tempo dopo, o almeno non come la immaginavo ingenuamente. Eppure questo senso di oppressione e di malinconia mi affascina, coltivarla mi fa sentire vivo. Era Gennaio o febbraio, non ricordo bene, a giorni sarebbe uscito il nuovo album dei Marlene; lo aspetto, lo desidero, lo voglio, ne ho bisogno. Entro in un negozio di musica a Bologna di cui non ricordo il nome e senza crederci molto gli chiedo:”avete l’ultimo dei MK – Ho Ucciso Paranoia -?”, loro:”certo, è appena arrivato”. Lo tengo nel mio zaino per 4 giorni prima di tornare al paese. Quei giorni li ricordo bene, due o tre cose non erano andate esattamente come avrei voluto, altre non andavano da diverso tempo. Entro a casa, inserisco il cd nel lettore, metto le cuffie, schiaccio Play… Il sangue comincia a ribollire nelle vene impazzito, lo strazio è totale, è poesia spalmata su un letto di vetri, …godo! Era tutto lì, nei testi e in ogni singola nota di Cristiano e compagni, …c’ero io!

“…gemma che fondi ardore, anche se non lo sai, io potrei darti amore… Da un varco scende il sole sul mio viso”

 E’ un nuovo giorno!“.

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