Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 21 settembre 2015

intercity_amur

Intercity

Amur

Genere: Pop, Alt. Rock

Anno: 2015

Casa Discografica: Orso Polare Dischi

Servizio di:

Amur è il titolo dell’album che, proprio allo scoccare dell’autunno, segna il ritorno sulle scene degli Intercity, a tre anni di distanza dal precedente Yu-Hu e dopo l’intermezzo del 2013 a nome Campetty.

La band bresciana riprende il filo dove era stato temporaneamente lasciato e, dopo un processo naturale di evoluzione che porta oggi ad una formazione composta dai fratelli Fabio e Michele Campetti (chitarre e voci), con Paolo Comini al basso, Dario Fugagnoli alla batteria e Giulia Mabellini al violino, riapre la strada verso quel pop elettrico dalle melodie impeccabili, che già nei precedenti lavori aveva destato interesse tra gli addetti ai lavori.

Ritmi incalzanti su cui si innestano liriche mai banali, il tratto caratteristico degli Intercity sembra essere rimasto intatto nel corso di questi anni, che si tratti di brani dall’andamento più delicato e suadente, come “Tu” e “Teatro Sociale”, o di pezzi distorti e a tratti urlati (“Cavallo”, “A”), in un dualismo quasi simbolicamente sintetizzato dalla traccia di apertura “Un cielo cinghiale”.

L’abilità della formazione lombarda di rendere immediate canzoni in realtà non così semplici come sembrerebbe, ma anzi costruite spesso su testi enigmatici e arrangiamenti studiati nel minimo dettaglio, si rivela traccia dopo traccia segnando un percorso che man mano si attacca alla pelle dell’ascoltatore, lasciandolo in balia delle onde melodiche tratteggiate. “Indiani Apache”, “Polar”, “Reggae Song”, incalzano e sorprendono per le dinamiche prive di sbavature, così come rapiscono l’attenzione i crescendo della title-track “Amur”.

Chiudono il cerchio i toni più leggeri di “Kyoto”, in contrasto con i ritmi più tirati e pressanti di “Kill Bill”, fino a giungere alla chiusura in salsa reggae di “Le avanguardie”.

Arricchito dalla presenza delle voci di Luisa Pangrazio, in “Cavallo” e “A”, e di Sara Mazo in “Indiani Apache” e “Le avanguardie”, Amur è più di una semplice e piacevole conferma per gli Intercity, espressione di un pop dalla rara originalità che meriterebbe vetrine ben più ampie di quelle finora riservate loro. Un disco cui dedicare ripetuti ascolti per poterne cogliere al meglio ogni sfumatura.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Un cielo cinghiale
  • 2 · Tu
  • 3 · Teatro Sociale
  • 4 · Reggae Song
  • 5 · Indiani Apache
  • 6 · Cavallo
  • 7 · Kyoto
  • 8 · Amur
  • 9 · A
  • 10 · Kill Bill
  • 11 · Polar
  • 12 · Le avanguardie

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi