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Recensioni | Pubblicato il 23 marzo 2015

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Andrea Franchi

Tanz!

Genere: kraut, elettro-pop, sognwriting

Anno: 2015

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Andrea Franchi non può che considerarsi un animo inquieto ed estremamente iperattivo. Da più di dieci anni collabora a stretto contatto con Paolo Benvegnù prestandosi, inoltre, ad una folta schiera di collaborazioni su e giù per l’Italia, oltre a realizzare colonne sonore per spettacoli teatrali. Tutto questo e molto altro si condensa nel suo progetto solista, giunto in questo 2015 alla terza prova discografica.

Il nuovo album Tanz! è figlio del fenomeno in ascesa recante il nome di crowdfunding e il sostegno ottenuto da estimatori e associazioni culturali la dice lunga sulle già note qualità dell’artista. Un invito a scuotersi quello di Tanz!, letteralmente “Balla!” che, nonostante riprenda alcune sonorità eighties sinistramente danzerecce, cela sotto la sua crosta un magma rovente e ricco di brillanti sfumature: un ritratto sincero della creatività di Franchi che riesce a destreggiarsi con maestria tra macchinazioni elettroniche (“Divoratori”) e corto-circuiti elettropop, conditi da testi acuti e che sparano al cuore dell’attualità nostrana (“Occhio Ragazzi”). L’invito a ballare, dunque, è solo metaforico eppure con Tanz! ci si sente attraversati realmente da un desiderio di frivolezza anche quando Franchi accelera il battito cardiaco dei suoi brani (“Guarigioni”), su cui costruisce riflessioni mai banali: “Guarire è fermarsi prima di sentire male/Smettere di cercare”.

L’essenza di Tanz! è racchiusa nella sua grande duttilità e nei repentini ed inaspettati cambi di registro che spostano l’universo sonoro dalla scia Kraftwerk a quella nuda ed essenziale del cantautorato nostrano : la natura introspettiva di “Doppio delitto” fa da eco a momenti di lirismo puro, in cui viene fuori il Franchi-Benvegnù più criptico, come in “Conquistata sconfitta”, dove vengono posti semplici accordi e cupi echi a guida del fiume in piena di suggestioni in rima o nella stessa e cruenta “Immigrazioni”, legata al succitato brano da una nozione di fondo, ripetuta con malinconico cinismo da Franchi: “Gli occhi odiano la storia”. Da qui è tutto un susseguirsi d’interessanti intuizioni : ritorna la verbosità magmatica e immaginifica di “Zucchero Nero”per spingersi nuovamente sulle rive dell’elettronica malata di “Kitchen” a quella più sperimentale di “Rodeo”, supportata dalle parole e dalla voce del poeta Guido Rinaldi, fino all’elettro(new)wave della title-track “Tanz!”, epilogo ammiccante d’intelaiature perfettamente ordite.

Partendo dagli stilemi cantautorali di “Lei o contro di Lei” fino alle delicate pennellate di colore de “Il Topo”, Andrea Franchi dà fondo a tutto il proprio estro per realizzare un album che lui stesso ama definire <<coraggioso>>. Ci sono chiari riferimenti a stagioni musicali passate ma qui rimaneggiate e riviste sotto una nuova luce : densità emotiva ed urgenza espressiva si fondono in un panorama sonoro fatto di curve e dossi imprevedibili. C’è cuore qui sotto, basta saper ascoltare! Consigliato.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · Divoratori
  • 2 · Occhio Ragazzi
  • 3 · Guarigioni
  • 4 · Doppio Delitto
  • 5 · Kitchen
  • 6 · Rodeo
  • 7 · Conquistata Sconfitta
  • 8 · Immigrazioni
  • 9 · Zuccero Nero
  • 10 · Tanz!

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