Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 10 settembre 2012

Animal-Collective-Centipede-Hz

Animal Collective

Centipede Hz

Genere: Psichedelica, Freak-Folk, Sperimentale, Noise-Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Domino Records

Servizio di:

Dopo tre anni di intensissima attività dalla pubblicazione di Merryweather Post Pavillion,  fanno il loro (annunciatissimo) ritorno gli Animal Collective col loro nono album in studio, Centipede Hz. Il rilascio, anticipato a maggio dal trailer che mostrava la tracklist di Centipede Hz, è stato anche introdotto progressivamente grazie alla presentazione di Today’s Supernatural (seconda traccia del disco) a fine luglio, dallo stream completo dell’album ed infine il tutto è stato completato dalla produzione del fenomenale videoclip proprio per il primo singolo estratto. Dato non da meno, l’ultimo lavoro degli Animal Collective vede anche il ritorno Deakin (Josh Dibb), assente durante la registrazione ed il tour di Merryweather Post Pavillion.

L’inizio di Centipede Hz è scoppiettante, e non potrebbe essere altrimenti: le battute iniziali di MoonJock ci proiettano dopo qualche tempo nel complessissimo mondo artificiale di Panda Bear, Avey Tare & Co. con un’atmosfera perennemente cangiante, passando da tastiere camuffate con mille escamotages ai perenni riflessi elettronici, convogliando il brano sui fenomenali cori del finale, prima che questi si sciolgano letteralmente in una melma distorta che prende forma niente meno che nell’inizio (folle) di Today’s Supernatural. Colori, musiche di ogni origine e maschere assurde si mescolano in melodie ogni volta reinventate, aspetto sul quale i ragazzi di Baltimora sono praticamente insuperabili. In una macedonia via via più ricca e indefinita, i fotogrammi del videoclip passano davanti agli occhi in un turbinio di incubi ed allucinazioni, sfasando totalmente la realtà in un misto di balcanica, freak folk ed elettronica. Brano follemente divertente.Si tira un attimo il fiato con Rosie Oh, brano stranamente melodico e molto piacevole, accompagnato da una base che a tratti ricorda i Battles di Gloss Drop, qui in chiave meno bizzarra e decisamente variata nella seconda parte del brano.

Applesauce riparte con variazioni di temi e con un filo che la connette direttamente a Feels e Strawberry Jam. Si sa che l’inventiva non può mancare in un lavoro degli Animal Collective, di conseguenza si cambia di nuovo, questa volta con Wild Eyed: un inizio criptico tira le fila per un brano più marcatamente elettronico che si avvale di voci psichedeliche ed un ritmo incespicante che ne fanno un brano lunatico ed a tratti ossessivo. Father Time contribuisce invece con intermezzi musicali piuttosto rilassanti in mezzo ad una traccia dalle atmosfere tuttosommato leggere. Giro di boa ed ennesimo cambio di stile: New Town Burnout segna una svolta verso ritmi più compassati, per un brano elegantemente oscuro e molto cantato, sicuramente molto melodico e circondato da un mosaico di sonorità incastrate a perfezione. Inusuale e sognante.

Dalle ceneri di New Town Burnout prende vita progressivamente una Monkey Riches cantata quasi con rabbia. Si riguadagnano ritmo e sonorità elettroniche, il tutto accompagnato da organi che fanno spesso la loro comparsa in Centipede Hz e che lanciano un ‘I met a monkey rich’ ripetuto all’infinito in un urlo eterno. Una frenetica introduzione ci porta quindi a Mercury Man, brano totalmente distorto ed a tratti antimelodico, che fa della sperimentazione la sua arma vincente. L’accoppiata finale vede prima una Pulleys che torna a spasso in un mondo delle favole artificiale e psichedelico retto da una ritmica elementare, e poi Amanita, brano curiosissimo che si presenta come un western dalle tinte kitsch orientaleggianti interpretato in modo piacevolissimo e, tanto per cambiare, con una fantasia non comune capace di sorprendere fino alla fine (il finale, appunto, è tutto un programma). 

Centipede Hz non sente minimamente il peso dell’aspettativa, del grande passato pronto a giudicarlo, e risponde come sempre prendendo in giro tutto e tutti con estrema intelligenza. Personalmente, l’ascolto degli Animal Collective non è mai (o raramente) una questione di passatempo, un ascolto alla leggera o una casualità: si ascoltano perché si vogliono ascoltare, perché c’è sempre un’immensa curiosità. La genialità del lavoro si mostra però, ogni volta, nella capacità di rendere piacevole ciò che è antimelodico e nella fantasia di rielaborare ciò che già aveva subito mille trasformazioni, dando vita a brani come Today’s Supernatural, MoonJock o New Town Burnout, che trovano ancora pochi rivali.

Voto: 8,2/10

Tracklist:

  • 1 · Moonjock
  • 2 · Today's Supernatural
  • 3 · Rosie Oh
  • 4 · Applesauce
  • 5 · Wild Eyed
  • 6 · Father Time
  • 7 · New Town Burnout
  • 8 · Monkey Riches
  • 9 · Mercury Man
  • 10 · Pulleys
  • 11 · Amanita

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi