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Recensioni | Pubblicato il 14 maggio 2014

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Fujiya & Miyagi

Artificial Sweeteners

Genere: kraut, elettro-pop

Anno: 2014

Casa Discografica: Yep Rock

Servizio di:

Un moniker dualista dal sapore estremo orientale nasconde in verità tre “loschi” individui di nazionalità britannica di stanza a Brighton, che dal loro debutto, avvenuto 14 anni fa, hanno formalizzato, in modo intransigente, una versione propria e speculativa del kraut-rock, quasi fosse una missione riportare in auge un genere, che invece è ritornato prepotentemente di moda in modo autonomo attraverso evoluzioni più o meno riuscite.

Dopo un esordio tiepido seguito da un sophomore convincente, un terzo capitolo meglio predisposto al synth-pop, delineato seppure noiosetto, una quarta tappa discreta e sempre in linea con il loro carattere, ecco la quinta fase dell’operazione rimembranza e niente sembra cambiare veramente: canzoni riuscite si coniugano ad altre più scontate, sofismi e leggere transizioni vanno a braccetto quasi per convenzione. Nulla è perduto ma non sembrano esserci ancora le condizioni adatte a far cambiare il vento (del proprio sound) per ultimare una concreta personalizzazione che vada al di là di un’abile e spesso piacevole modalità di utilizzo, anzi di (re)interpretazione di variabili trite e ritrite: oltre al genere agée di origine teutonica, che regge la struttura, vi sono inserti di punk-funk scontato (il singolo “Flaws”), di techno troppo tenue sotto i 120 bt (“Rayleigh Scattering”), di pop sintetico spiaggiaiolo ma spiaggiato (tanto “Acid to my Alkaline” sa di Inxs quanto “Little Stabs at Happiness” è Royksopp), e poi altro, tra il troppo o il troppo poco.

Intriga “Artificial Sweeteners”" (la title track è puro plagio Can vs Kraftwerk, ma attizza), funziona la polimorfica “Tetrahydrofolic Acid” nonostante le sue spirali deja-vù, galleggia bene “Vagaries of Fashion” che non sfigurerebbe in qualche film sci-fi di tendenza, non male anche la conclusiva “A sea ringed with Visions”, forse la più krautica del lotto coi suoi suoni e contrattempi convincenti. Disco piacevole perché avulso dalle mode del panorama contemporaneo, ma ancora troppo autoreferenziale e imperfetto per convincere davvero. Attendiamo una svolta vera.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Flaws
  • 2 · Acid To My Alkaline
  • 3 · Rayleigh Scattering
  • 4 · Artificial Sweeteners
  • 5 · Little Stabs At Happiness
  • 6 · Tetrahydrofolic Acid
  • 7 · Daggers
  • 8 · Vagaries Of Fashion
  • 9 · A Sea Ringed With Visions

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