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Recensioni | Pubblicato il 7 ottobre 2013

Au_Revoir_Simone_Move_in_Spectrums

Au Revoir Simone

Move In Spectrums

Genere: Dream-pop, Synth-pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Moshi Moshi

Servizio di:

Sono passati quattro anni da Still Night, Still Night. Quattro anni sono tanti, c’è chi è diventata mamma, Annie, chi si è laureata in Biologia Ambientale, Heather, e chi si è messa in proprio, Erika, pubblicando un EP sotto il nome di Erika Spring.

Quattro lunghi anni, mille avvenimenti, milioni di incontri e di nuove influenze musicali, nessun mutamento; lo stile di quel sogno malinconicamente sintetizzato delle Au Revoir Simone è chiaro, limpido e vivido anche nel nuovo album Move In Spectrums.

La pausa è stata senza dubbio fondamentale per il processo definitivo di maturazione del trio, che sin dal singolo di lancio “Somebody Who“, ha apportato una virata decisamente dance, a tratti molto simile alla dance francese anni ’80. Le sonorità e le atmosfere non proprio sprizzanti di gioia, capisaldi del trio di Brooklyn, sono sempre ben rappresentate. L’oscurità e la cupezza di brani come “Boiling Point” e “Love You Don’t Know Me“, lasciano trasparite quell’ottimismo e quella positivà che nei lavori precedenti non facevano breccia immediata nell’orecchio dell’ascoltatore. Novità molto fini e sottili, ma pur sempre novità per una band che non può fare a meno dell’utilizzo proverbiale dell’immancabile synth, intrecciato come uno splendido arazzo con le voci eteree e fluttuanti delle tre.

La produzione del disco è stata affidata a Jorge Elbrecht e l’impronta psichedelica from NYC è ben evidente. Tempi allungati, ritmi ipnotici e le voci di Annie, Heather e Erika che dominano la scena, controbattendosi e incrociandosi delicatamente.

Crazy”, secondo singolo che ha anticipato l’uscita di Move In Spectrums, ha tutte le caratteristiche del classico indie-pop anthem mentre “Gravitron” presenta pulsazioni da club che esulano un po’ dai consueti ricami minimali di synth e tastiere. Ritorniamo sulla terra e nel mondo delle Au Revoir Simone con “We Both Know“, dove drum machine e sintetizzatori sibilano tristemente. La chiusura dell’album è una sorta di climax inaspettato; scintille elettroniche spuntano dal nulla illuminando l’immaginario dell’ascoltatore con la traccia finale “Let The Night Win”.

L’umore dark si è un po’ sbiadito, la positività ha fatto capolino nello stile del trio, portando un’aggiunta consistente di nuovi sapori. Un album a tratti piacevole, finemente amalgamato, prodotto in maniera sublime che dà l’impressione di essere però sempre qualcosa di passaggio che possa durare il breve volgere di qualche giorno.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · More Than
  • 2 · The Lead is Galloping
  • 3 · Crazy
  • 4 · We Both Know
  • 5 · Just Like A Tree
  • 6 · Somebody Who
  • 7 · Gravitron
  • 8 · Boiling Point
  • 9 · Love You Don't Know Me
  • 10 · Hand Over Hand
  • 11 · Let The Night Win

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