Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 27 febbraio 2012

Auff!!

Management del dolore post-operatorio

Auff!!

Genere: Punk, Alt-Rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Infecta Suoni&Affini, Venus Dischi

Servizio di:

Nichilismo post-punk, ironia dissacrante ed espressività teatrale sostenuti da intrecci chitarra-basso-batteria inquieti e distorti: è la composizione, priva di effetti indesiderati anche gravi, della soluzione analgesica ai mali della società moderna, proposta dal Management del dolore post-operatorio.

Nati, secondo le note biografiche, da una prolungata convivenza tra i corridoi dell’ospedale di Lanciano, nel quale si ritrovano “fracassati” dopo un incidente d’auto, i quattro stralunati personaggi componenti della band maturano la loro teoria secondo cui l’unica alternativa al dolore è il piacere. Proprio questo dev’essere allora lo strumento attraverso il quale superare i tormenti quotidiani che, “per tornaconto e opportunismo puro”, alcuni soggetti ci costringono a subire.

Il dolore è sì quello di una gamba fratturata o di un ginocchio rotto, ma è anche quello meno appariscente delle ferite costantemente aperte e sanguinanti, che un’intera generazione è costretta a portarsi addosso, stretta com’è tra vampiri travestiti da chirurghi che giocano a tris col bisturi sulla sua pelle. Un dolore contro cui lottare a suon di musica e parole, dirette, pungenti, irriverenti, dalle quali nessuno dei carnefici è risparmiato.

Con “Pornobisogno” si parte in quarta, scavando con apparente leggerezza, e riferimenti più o meno espliciti, negli intrecci politico-sessuali che dominano da sempre la nostra classe dirigente: è la prima realtà sputataci in faccia dal MDPO e non c’è anestesia che tenga al senso di disgusto provocato dalla sfacciataggine del modello di comportamento descritto; l’ironia tagliente è, invece, l’elemento di fondo della seconda traccia, “Auff!!”, che porta alla ribalta l’improvviso sdoganamento della figura del poeta (e, in particolare, quello “maledetto”), assurto quasi a fenomeno modaiolo, a metà tra rappresentazione di un reale disagio giovanile e un desiderio di apparire tutti dotati di un oscuro alone di mistero.

Ritmiche pungenti e affilate procedono a braccetto con le provocazioni liriche e anche l’icona di bellezza “Marilyn Monroe” diventa modello da imitare, nell’estrema “forma estetica di democrazia”, che ci pretende tutti uguali anche di fronte allo specchio; amarezza e disillusione, finora solo preannusate, sono però dietro l’angolo: in “Signor poliziotto” ad esempio, dove una velata irrisione della figura rappresentativa del sistema autoritario fa da sfondo al dolore di chi ancora mastica sogni, nonostante le catene invisibili che lo tengono ancorato al suolo, o ancora, nel personaggio di “Norman”, che come soluzione alle opportunità negategli da un sistema universitario e lavorativo completamente marcio, sceglie di volare giù dal settimo piano.

Non si salva neppure l’amore, quello “borghese” della quinta traccia (in cui compare come ospite Emiliano Audisio dei Linea 77), un amore che svanisce nell’inconciliabilità tra due diversi modi di osservare il mondo, sottolineata da una musicalità trascinata e cupa.

Macedonia”, quasi a tener fede al titolo, mescola tematiche distanti tra loro (o forse no?) come scienza e guerra, in un mix non riuscitissimo, meno originale rispetto al resto dell’album, mentre “Nei palazzi” si conferma ascolto dopo ascolto come uno dei migliori episodi del disco, dipingendo con disarmante realismo la tristezza di una vita confinata nelle quattro mura di un appartamento (Non ti accorgi per non farti abbaiare / Ti hanno chiuso in casa davanti al digitale / Se io aprissi le porte della tua prigione / Non avresti il coraggio di sfruttare l’occasione).

Tra una storia e l’altra si comprende così che “probabilmente la condizione è irreversibile”, come recita appunto “Irreversibile” che, prendendo spunto dalle estreme soluzioni bibliche ai problemi del mondo,  giunge alla conclusione che, anche oggi, l’unica reale possibilità rimasta sia quella di “distruggere” tutto.

Una soluzione troppo radicale? O è il caso di accettare che semplicemente non possa essere tutto perfetto?

Il numero otto” ha forse scelto definitivamente, per paura o per stanchezza, questa seconda opzione, concludendo con amara rassegnazione che “questa è la vita”: come i gabbiani volano al tempo stesso sul mare e sulle discariche, così dovremmo concentrarci a cogliere in ciò che ci circonda tanto il male quanto il bene (“Non può essere tutto perfetto / Ma se ci provi almeno / Elimini qualche difetto!”).

Le ferite sono ancora fresche, anzi si ravvivano ogni giorno, mentre i punti di sutura tirano la pelle senza pietà ma il Management del dolore post-operatorio è solo all’inizio della propria opera: così, se per superare dolori e fastidi l’unica vera medicina è il piacere, Auff!! ha tutto il diritto di entrare nella cassetta musicale del pronto soccorso, a portata di mano per combattere la nausea dei tempi moderni con dosi di energiche scariche di distorsioni punk-rock sulle quali gridare la propria rabbia in maniera liberatoria.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Pornobisogno
  • 2 · Auff!!
  • 3 · Marilyn Monroe
  • 4 · Signor poliziotto
  • 5 · Amore Borghese
  • 6 · Norman
  • 7 · Irreversibile
  • 8 · Macedonia
  • 9 · Nei palazzi
  • 10 · Il numero otto

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi