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Recensioni | Pubblicato il 14 marzo 2015

Free Nelson Mandoomjazz

Free Nelson Mandoomjazz

Awekening Of A Capital

Genere: Doom, Free-Jazz,

Anno: 2015

Casa Discografica: RareNoiseRecords

Servizio di:

Awakening Of A Capital è è il secondo album degli scozzesi Free Nelson Mandoomjazz , targato Rare Noise; il lavoro arriva ad un anno dal precedente The Shape Of DoomJazz To Come/Saxophone Giganticus. Non mancano le citazioni o gli omaggi come nel titolo di questo nuovo capitolo che si riferisce alla registrazione rumorista “Veglio Di Una Città” del compositore italiano Luigi Russolo.

Voler coniugare nelle intenzioni, come facilmente si può intuire dal nome del gruppo stesso, due mondi musicali apparentemente distanti. Un possibile ponte di collegamento tra doom e jazz, due realtà ben distinte in teoria tale da sembrare un’impresa ardua. La breve intro “SunnRa)))” è la prima evidente manifestazione, unendo nel titolo Sun Ra e SunnO; gli artisti sopracitati potrebbero essere accomunati tra loro solamente dalle stesse intenzioni, che sembrano le stesse a motivare il trio scozzese, spingersi nella continua esplorazione sonora.

The Stars Unseen” cammina monolitica nel suo incedere, dal passo lento ma costante. Le linee oscure del basso di Colin Stewart, pescando a piene mani dal doom primordiale sabbattiano, subiscono un notevole sovraccarico di fuzz incalzato dai fraseggi jazzati. Le progressioni dettate dagli innesti di batteria in “The Land Of The Heat and Greed” presentano un groove articolato, dall’impronta jazzcore, affiancate dalle continue digressioni del sax contralto. Rebecca Sneddon rende il proprio strumento elemento dissonante con una notevole abilità nel crescere d’intensità. La sassofonista, in “Poking The Bear”, partorisce un acido assolo che sconfina in territori noise, mentre in “Erich Zann” irrompe sulla scena scardinando i binari in cui si muoveva la sezione ritmica. “Slay the Light” mostra il connubio perfetto del continuo duello sonoro tra i due strumenti pronti a rincorrersi per rubarsi la scena tra le continue variazioni ritmiche operate dietro le pelli da Paul Archibald.

In “Beneath The Sea” scende il sipario e sembra di essere traghettati alla deriva sopra un vascello nel quale la rotta s’è persa da un pezzo. I Free Nelson ManDoomJazz si svincolano da qualsivoglia dogma d’appartenenza ad un determinato genere e danno alla libertà d’espressione il punto cardine della propria volontà artistica nell’andare oltre gli schemi di un genere.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Sunn Ra
  • 2 · The Stars Unseen
  • 3 · The Land Of Heat And Greed
  • 4 · Poking The Bear
  • 5 · The pillars Of Dagon
  • 6 · Erich Zann
  • 7 · Slay The light
  • 8 · Beneath The Sea

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