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Recensioni | Pubblicato il 28 gennaio 2015

LP GATEFOLD.ai

Teho Teardo

Ballyturk

Genere: TT art-music

Anno: 2014

Casa Discografica: Spècula Records

Servizio di:

Teho Teardo è la dimostrazione vivente che la musica non ha confini fisici, né tanto meno artistici. Il musicista di Pordenone ha prestato la sua talentuosa e visionaria specializzazione alle varie espressioni dell’immaginario artistico, cooperando con musicisti d’ogni dove e valicando i confini dello stivale con  naturale spregiudicatezza, senza soffrire mai del pregiudizio che la “nostra” musica spesso ha, per timore referenziale ingiustificato.

Non solo il cinema dunque, dopo la fotografia (ri)ecco il teatro. Senza perdere nulla della sua chirurgica operosa versatilità, anzi accentuando la sua ormai inconfondibile marchiatura, eccolo prendere virtuale possesso del palco irlandese, al fianco di tre personaggi importanti della drammaturgia gaelica: alla regia Enda Walsh, sul palco Cillian Murphy e Mikel Murfi.

La soggettiva della traccia sonora è dal basso, tipica del golfo mistico, perché il suo compito è quello di sottolineare, tuttavia assume, nel suo incedere, un valore topico; il suo movimento lievita costante verso una visione invece azimutale, intensa e descrittiva, assumendo il ruolo non facile di “altro” elemento drammatico, forgiato dall’esperienza e attivo verso l’esperimento.

Il “trucco” del musicista friulano è quello di rendere indipendente, per quanto possibile, il suono delle sue composizioni dall’immaginario visivo e, in questo caso specifico, anche gli  inserti del recitato, tratti dalla pièce in questione, riescono a non inficiare minimamente questa caratteristica, enfatizzando invece il corredo sonoro.

Il talento del friulano è entrato a far parte di una scuola di eccellenze le quali hanno fuso più stili  creando un’avanguardia al servizio dell’opera d’arte. L’impresa finale è quella di aver reso alternativa e (più) interessante la necessaria fruizione del “manufatto” al quale il commento è vincolato per forza di cose. Sia chiaro, per non creare equivoci, che lo spessore della musica quando è così alto funziona in entrambe le modalità.

Balliturk è otto in uno, frammenti “croccanti” se presi singolarmente, ma esaltati oltremodo nella naturale fruizione di unica suite. Non soffermiamoci, dunque, sui singoli episodi; scorriamo serenamente la struttura della colonna sonora, lo spazio, l’azione, l’immaginazione, la struttura drammaturgica e drammatica vengono dilatate e ricostruite sulle note lunghe, ma in perpetua variazione. La lineare trasposizione di Teardo è costante, peculiare, incalzante dall’inizio alla fine, tuttavia mai avara di lievi sobbalzi o di brevi intercalari recitati, che avvertono, anzi ricordano lo scopo per il quale sono state costruite queste emozioni sonore: affinché il “to play” sia gratificato di una ulteriore emozionalità, aggiunta e non necessaria se vogliamo, ma inscindibile quando ad entrare in campo c’è la sensibilità di un autore così preparato.

L’opera teatrale Ballyturk – è di qualche giorno fa la notizia – è stata nominata all’Irish Theatre Award per concorrere a sei premi: produzione, regista, attore, scenografia, luci e suono, disegnato da Helen Atkinson sulle musiche appunto di Teardo. Non finirai mai di stupirci, Teho!

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Poisonous his envy
  • 2 · Kitchen, infinity
  • 3 · Foreboding
  • 4 · Everything I thought there was to know
  • 5 · Let's not talk about us
  • 6 · Just Maybe
  • 7 · It needs a death
  • 8 · The outside force

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