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Recensioni | Pubblicato il 23 settembre 2015

la di da di

Battles

La Di Da Di

Genere: Art Rock, Experimental Rock

Anno: 2015

Casa Discografica: Warp Records

Servizio di:

Non è mai facile parlare dei Battles. Se lo fosse, probabilmente, non saremmo qui a discuterne. Discuterne, sì, perché di fronte a gruppi del genere è difficile rimanere impassibili ed oggettivi, sia nelle lodi che nelle critiche, vista anche la difficoltà oggettiva che si po’ incontrare in un’eventuale analisi tecnica. Però siamo di nuovo qui, quattro anni dopo la pubblicazione di quel diabolico gelatone rosa chiamato Gloss Drop a presentare la nuova creatura di casa Battles, ovvero La Di Da Di. Ed è di nuovo un accenno culinario che riapre le danze, vista l’appariscente e (nuovamente) geniale copertina del trio newyorkese. In ordine tre uova, bacon, una banana infilata in una fetta di cocomero ed una pila di pancake ci fanno immediatamente pensare che sì, i Battles ci stanno prendendo in giro. Di nuovo.

E se il sentimento era simile anche dopo aver osservato la copertina di Gloss Drop ed aver iniziato ad ascoltare (quel capolavoro di) Africastle, questa volta è The Yabba a prendere le redini. E come se le prende. I ‘soliti’ quattro ingredienti – percussioni, due chitarre infinitamente distorte ed una tastiera – riprendono il filo di ciò che era stato interrotto quattro anni fa e mettono su, per gli amanti del genere, uno dei brani più incredibili sentiti quest’anno. Ascoltare per credere. Guardare assolutamente il video per convincersi. Dimenticavo la ciliegina sulla torta, ovvero il flauto traverso che apre l’ultima sezione del brano: eclettismo, esasperazione, più che art rock sembra di assistere ad un vero barocco del rock, dove l’esagerazione (sempre intelligentemente calcolata) diviene la regola.

Riaffiorano invece gli ‘schemi base’ di ciò che già conoscevamo ampiamente dalla passata esperienza in Dot Net ed FF Bada, in cui il tema fondante torna ad essere la ripetitività, il susseguirsi di moduli che via via si sommano gli uni sugli altri come strati sedimentanti, come cerchi concentrici che solo al termine del brano riescono a fornire una qualche temporanea, schizofrenica identità. Non che la qualità generale ne risenta, anzi, FF Bada rimane ampiamente sul livello di The Yabba, grazie anche al folle arpeggio che accompagna il finale del brano. Se la vostra voglia di Battles non è ancora esaurita – perché si sa, spesso l’ascolto può risultare se non ostico, almeno un po’ faticoso alla lunga – per vostra fortuna La Di Da Di è solo all’inizio. Non solo, ma continua imperterrito a sfornare brani eccezionali fra cui Non-Violence, Tyne Wear, Megatouch (sperimentazione pura), Flora>Fauna.

La Di Da Di – come d’altronde i suoi predecessori – è un album complesso, talmente difficile dal punto di vista tecnico e dell’ascolto che, come un piatto perfettamente costruito ed infinitamente ricco di ingredienti, dovrebbe essere ascoltato poco per volta, assaggiato boccone dopo boccone, lentamente, per poter comprendere a pieno tutte le sue qualità. Il rischio – ma forse lo sapevamo già – è che altrimenti, alla lunga, possa stuccare. Sintetizzando, La Di Da Di è esattamente quello che volevamo dai Battles: è esagerazione, è andare oltre, è troppo. Solo che loro sono più bravi, ed ogni volta aggiungono ancora qualcosa di più. Ancora ed ancora.

Voto: 7.8/10

Tracklist:

  • 1 · The Yabba
  • 2 · Dot Net
  • 3 · FF Bada
  • 4 · Summer Simmer
  • 5 · Cacio e Pepe
  • 6 · Non-Violence
  • 7 · Dot Com
  • 8 · Tyne Wear
  • 9 · Tricentennial
  • 10 · Megatouch
  • 11 · Flora>Fauna
  • 12 · Luu Le

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