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Recensioni | Pubblicato il 17 settembre 2015

Beirutnonono

Beirut

No No No

Genere: Indie-Folk-Pop

Anno: 2015

Casa Discografica: 4AD

Servizio di:

Lo scorso album è stata una sorta di maledizione per Zach Condon. In questi quattro anni un cedimento psico-fisico, il divorzio, il blocco artistico e persino un ricovero hanno lasciato il segno. Quando ti trovi in una condizione devi ripartire da quello che ti riesce meglio e per il deus ex machina del progetto Beirut è inutile dire che proprio la musica è stato il primo step per l’uscita da questo tunnel di piena crisi esistenziale.

No no no segna un ritorno agli esordi, a quel Gulag Orkestar del 2006 che faceva conoscere al mondo intero un ragazzo diciannovenne profondamente innamorato del folk balcanico e dotato di una capacità compositiva che fa della semplicità la sua pietra miliare. L’ultimo disco dei Beirut però è legato anche al suo predecessore; l’ombra di The Rip Tide si ritrova nel ruolo centrale del pianoforte e del basso. La prima anticipazione è stata la title-track che, forte di un video nonsense, ha tutti gli elementi classici dei Beirut. Pianoforte, ritmica, voci sovrapposte, pochi accordi e melodie incantevoli e poi i fiati. Inutile dire che i testi e la stessa atmosfera dell’album è strettamente legata al privato di Condon che non perde l’occasione di intitolare i suoi brani con una vera e propria ossessione per i luoghi. “Gibraltar, secondo singolo estratto dal disco e traccia più sperimentale per certi versi,“Fener”, area di Istanbul e canzone agrodolce in pieno stile Beirut, Perth, città australiana e componimento che ammicca quasi al soul conservando l’importanza del folk per il progetto.

La cifra stilistica di Zach Condon è indubbia, la sua fluidità di scrittura è rimasta intatta fin qui senza essere scalfita dal tempo. La produzione musicale dei Beirut, tra alti e bassi (con “March Of Zapotec” e “Realpeople Holland” sicuramente tra gli episodi meno riusciti dell’intera discografia), continua a garantire il suo fascino.

Il vagabondare bohémien di Condon non tradisce le aspettative e seguirlo non è mai stato così spontaneo grazie all’abilità di ridere dei brutti momenti della vita e commuoversi per le cose semplici che questa ci propone.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Gibraltar
  • 2 · No No No
  • 3 · At Once
  • 4 · August Holland
  • 5 · As Needed
  • 6 · Perth
  • 7 · Pacheco
  • 8 · Fener
  • 9 · So Allowed

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