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Recensioni | Pubblicato il 17 settembre 2012

criminal jokers bestie

Criminal Jokers

Bestie

Genere: Indie-Rock, Folk-Rock

Anno: 2012

Casa Discografica: 42 Records

Servizio di:

Bravi Zen Circus! Ah non sono loro? È il nuovo gruppo di Appino, vero?”, recita simpaticamente il commento di un’utente Youtube al video di presentazione di “Fango”, prima traccia estratta dal nuovo album dei Criminal Jokers. E in effetti il dubbio, al primo ascolto, nasce spontaneo, tanto per la linea melodica del pezzo quanto per la direzione presa dalla voce di Francesco Motta, che spesso, accentuata dal passaggio al cantato in lingua italiana, si avvicina a quella del su citato “mentore”.

Eppure, ridurre Bestie ad un mero esercizio di stile Zen dopo aver assimilato l’intero album, appare quanto meno ingeneroso. Il secondo lavoro della band pisana mostra, infatti, diversi buoni spunti e, nonostante la virata da un’indole vicina al rock alternativo britannico a un più “ammorbidito” folk-punk di casa nostra, non tradisce gli aspetti che avevano attirato l’attenzione di pubblico e critica ai tempi di “This was supposed to be the future”, a partire dall’uso incattivito delle percussioni e dal modo di osservare il mondo in modo continuamente disincantato e realista.

La title-track a cui è affidata l’apertura dell’album, probabilmente il brano più bello, guidata da un cupo coro di sottofondo che si ripete per tutto il pezzo e da un testo crudo, ha le potenzialità da canzone-manifesto in questo mondo popolato da “bestie che si curano a vicenda / che quando possono si mangiano la testa”. Avvio ruvido e cinico, i Criminal Jokers dimostrano di saper colpire nel segno e, anche senza particolari slanci innovativi, di avere una capacità di scrittura d’impatto, come accade per brani come “Da solo non basti” e “Lendra”, che si rivelano tracce trascinanti e di effetto immediato grazie a riff travolgenti e melodie che si stampano facilmente in testa.

Ognuno dei dieci pezzi sembra pronto per assumere il ruolo di “singolo”, tanto che i quattro Jokers, senza mai perdere la loro spigolosità, dimostrano di sapersi muovere bene anche su campi più prettamente folk (“Quando arriva la bomba”, o la stessa “Fango”) e di saper arricchire, quando necessario, i suoni, come avviene nell’indianeggiante “Cambio la faccia”, canzone già presentata dal vivo con il titolo di “No man’s land” e testo in inglese.

Tra ritmi apparentemente scanzonati e liriche sempre pungenti, “Tacchi alti” e “Adesso mi alzo” conducono l’ascolto verso la conclusione dell’album, affidata ai due brani più lenti e riflessivi, le trascinate “Occhi bianchi” e, soprattutto, “Nel centro del mondo”, che misurano l’abilità della band toscana di concentrarsi su momenti più intensi mantenendo i propri segni stilistici.

Portata, così, definitivamente alla luce la scelta di migrare sulla propria lingua madre, decisione che a detta della stessa band non ha bisogno né di spiegazioni, né di giustificazioni, con Bestie i Criminal Jokers in parte scelgono di rischiare e si giocano un’importante carta verso la consacrazione nell’affollato panorama indie italiano. Qualche scontro con il “già sentito” e forse nulla di musicalmente rivoluzionario, ma un lavoro coerente e di buon livello, che probabilmente non faticherà a trovare spazio nelle grazie di una generazione che, a colpi di musica e condivisioni, desidera raccontare la propria rabbia e la propria disillusione.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Fango
  • 2 · Quando arriva la bomba
  • 3 · Da solo non basti
  • 4 · Cambio la faccia
  • 5 · Lendra
  • 6 · Tacchi alti
  • 7 · Adesso mi alzo
  • 8 · Occhi bianchi
  • 9 · Nel centro del mondo

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