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Recensioni | Pubblicato il 11 luglio 2013

Sweet Smell

Sweet Smell of Shining

Beyond Waterfalls

Genere: Indie-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

L’indie-rock è un campo minato: è facile esplodere e difficile arrivare alla fine del percorso sani e salvi. Un discorso che abbiamo affrontato più volte ed è lo specchio del livello di saturazione del genere. Ma ci sono ancora band che in qualche modo riescono a catturare l’attenzione.

I Sweet Smell of Shining con il loro debutto Beyond Waterfalls dimostrano di veicolare i loro punti di riferimento in questa strettoia dal quale escono in maniera gloriosa. La formazione di Verbania comprende Marco Ciardelli (voce), Massimiliano  Piccagli (chitarre, voce, Machintosh programmatore, drum machine) e Alessio Osculati (basso, Machintosh programmatore). All’album ha contribuito il musicista irlandese Mick Wasteland (conosciuto con lo pseudonimo Stillscreen).

La piacevolezza dell’album sta nella fluidità degli arrangiamenti e le atmosfere soffuse (l’artwork è perfetto per riprodurre la loro musica visivamente): infatti il pop-rock che propongono, edulcorato senza esagerazioni (“Contact“, “Rainy Day“), si sviluppa fra atmosfere dreamy (l’arpeggio di “Trying“), retaggi shoegaze (“The Most Striking Step“) e controllate levigature del suono che non limano volutamente alcune ruvidità che caratterizzano la loro musica (lo sviluppo dell’iniziale “Lesson 1“, il bel tiro di “Sorrow“).

La loro reinterpretazione di un classico degli anni ’50 come “Earth Angel” (Penguins) mette subito in mostra i tentativi di personalizzazione del suono: l’approccio melodico, il tocco leggero ma incisivo. L’attenzione ai dettagli si può notare in un pezzo come “Echoes“, per la sua evoluzione, le piccole smussature dell’apparato armonico. Anche la finale “Otherwise” segue un percorso simile ma su linee più robuste.

Il gruppo piemontese ha dimostrato di non ricercare la soluzione più immediata, ma di scegliere una strada che abbia come centro la melodia costruita su strutture elaborate che esaltano le sfumature. E alla fine sono quelle che fanno la differenza e che alla lunga permetteranno l’imposizione di uno stile personale, seppur derivativo. Buona la prima.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Lesson 1
  • 2 · Contact
  • 3 · Echoes
  • 4 · Have You Noticed ?
  • 5 · Trying
  • 6 · The Most Striking Step
  • 7 · Earth Angel (cover)
  • 8 · Sorrow
  • 9 · Homeward Journey
  • 10 · Rainy Day
  • 11 · Otherwise

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