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Recensioni | Pubblicato il 11 giugno 2013

MMM

Macelleria Mobile di Mezzanotte

Black Lake Confidence

Genere: Dark-ambient, Drone, Noir Jazz

Anno: 2013

Casa Discografica: Trips Und Träume

Servizio di:

Sesta prova in studio per il collettivo  romano formato da Adriano Vincenti (Voce ed Elettronica), Lorenzo Macinanti (Elettronica & Programming), Pierluigi Ferro (Sax). Ad un anno da Hard Boiled Night Club, tornano con Black Lake Confindence che rafforza il loro stile con piccole sfumature dirette a complicare (piacevolmente) la definizione di genere.

Con il contributo di vari ospiti fra cui Simon Omen e Fabiano Getuli, l’album si concentra sui posti reali o “immaginari” nei quali hanno avuto luogo differenti tipi di omicidio: stiamo parlando di Twin Peaks, Capocotta e Dallas, posti legati alle morti di Laura Palmer, Wilma Montesi e JF Kennedy. La fiction, la cronaca nera e la periferia e l’atto (folle) pubblico. Diverse situazioni che rispecchiano anche la linguistica variegata del gruppo che si muove benissimo fra atmosfere dark-ambient (esplicite in “Drive in Lovers“), strutture jazz, distorsioni e frammentazioni (le derive industrial di “Death of a Caddie”) e riaggregazioni del suono.

Il mood oscuro prevale in maniera inevitabile e diventa la struttura portante di un racconto che sembra la colonna sonora che accompagna le indagini e i pensieri di Linden in una fumosa Seattle (The Killing), o la narrativa progressiva di Lucarelli o ancora i percorsi storici di Minoli sui grandi e tragici eventi che hanno segnato la nostra esistenza. Prendete un brano come “Wilma, the Shore” e ascoltando quel rumorismo ricoperto di voci inquiete e un minaccioso jazzato, capirete quanto sia efficace la loro musica sotto questo punto di vista.

La fangosità del sound emerge subito in “The Big Nowhere” con tetri vocalizzi che si appoggiano su un ambient dilatato e raschiato dai tagli del sassofono e da impercettibili frammentazioni, e le successive distorsioni. Nella successiva “1952″ procede lo stato franoso della composizione ricomposta, questa volta, da un sax più stabile. “Kennedism” fa leva su una maggiore tensione e sugli spazi sonori, molto più dilatati.

La reinterpretazione di “Just You and I” è un “gioco” di stile notevole: non viene stravolta, ma naturalmente c’è un’alterazione di fondo    in profondità e di tono grazie all’interpretazione vocale e agli inserti di sax. Tocca a “Black Lake Confidence” chiudere il disco: un brano dalle aperture melodiche ma che non perde quello strato di disorientamento che caratterizza la loro scrittura.

La capacità del gruppo sta nella fusione degli stili, nella contaminazione che aiuta a ricomporre, in modo dettagliato, l’immaginario dello spettatore. Un disco spinto dall’eterogeneità e che invece trova forza nella compattezza.  I Macelleria Mobile di Mezzanotte si introducono in stradine strette che il sound noir trasforma in tetre visioni che destabilizzano quello che è il senso della realtà. Una forza espressiva rara e che è il più grande punto di forza della band.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · The Big Nowhere
  • 2 · 1952
  • 3 · Death Of A Caddie
  • 4 · Kennedism
  • 5 · Just You And I
  • 6 · Drive In Lovers
  • 7 · Wilma, The Shore
  • 8 · Black Lake Confidence

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