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Recensioni | Pubblicato il 30 giugno 2014

BloodRedShoes-cover

Blood Red Shoes

Blood Red Shoes

Genere: Indie-rock, Grunge

Anno: 2014

Casa Discografica: Cooperative Music

Servizio di:

Con quello che sarebbe un eufemismo definire ritardo mi appresto a spendere qualche parola sull’omonimo ultimo disco dei Blood Red Shoes. Il duo di Brighton, che aveva giustamente catturato l’attenzione generale con il suo penultimo lavoro, In Time to Voices, ritorna con un album che prova a discostarsi o ad evolversi rispetto al predecessore, ma che del suddetto non riesce a recuperare la freschezza e l’intensità, risolvendosi per certi versi in una copia più scadente e per altri in un tentativo di evoluzione lodevole ma incompiuto. I brani sono sì graffianti e ritmati, ma troppo spesso deludono quanto a originalità, risultando meri echi dell’opera di altri artisti o declinazioni ben fatte ma generiche del genere di riferimento (si pensi ad esempio alla seconda traccia, Everything All At Once).

Non mancano comunque momenti convincenti, come il climax della Carter al ritornello di Far Away, uno dei pezzi che ho ascoltato con più piacere, o la cattiveria a tinte punk dei riff di The Perfect Mass. E se Behind a Wall è un chiaro esempio del tentativo di richiamarsi ai lavori precedenti, Stranger risulta invece un passo avanti con la sua melodia cupa ed onirica che ricorda non poco i Now, Now di Threads.

Dopo questo exploit centrale si assiste però ad una tragica debacle del disco, cominciando dalla doppietta Speech Come/Don’t get caught, che non riesce a farsi ricordare nemmeno dopo un considerevole numero di ascolti, per concludere con un pallido tentativo di risollevare il tutto attraverso le liriche di Cigarettes In The Dark e con la chiusura abbastanza ripetitiva di Tightwire.

Non stiamo parlando di un disco brutto, le intuizioni ci sono e sono pure buone, ma il sound troppo spesso rimane ancorato a quello delle opere precedenti, e alla lunga anche i riff ad effetto stancano se non subentra qualche forma di reinvenzione. C’è da aspettarsi che il duo inglese trovi il coraggio di osare di più nel suo prossimo lavoro, sviluppando a fondo le novità introdotte da questo disco di transizione.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Welcome Home
  • 2 · Everything All At Once
  • 3 · An Animal
  • 4 · Grey Smoke
  • 5 · Far Away
  • 6 · The Perfect Mess
  • 7 · Behind A Wall
  • 8 · Stranger
  • 9 · Speech Coma
  • 10 · Don't Get Caught
  • 11 · Cigarettes In The Dark
  • 12 · Tightwire

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