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Recensioni | Pubblicato il 8 giugno 2012

Beach-House-Bloom

Beach House

Bloom

Genere: Dream Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Sub Pop

Servizio di:

Quando ho scoperto che in questo 2012 sarebbe uscito il nuovo album dei Beach House ho avuto quasi un mancamento dalla gioia. L’anno nuovo aveva improvvisamente acquistato un senso. Mi è subito ritornato alla mente l’inverno di due anni fa, quando, per pura curiosità, ho ascoltato il loro Teen Dream restandone letteralmente estasiato. Bloom, che uscirà ufficialmente il 15 maggio, è la quarta fatica di questo duo di Baltimora. Victoria Legrand ed Alex Scally suonano dream pop, ma detto così suona tremendamente riduttivo; quello che in realtà fanno è trasportare l’ascoltatore in un universo distante in cui esistono solo le malinconiche ed eteree note dei sinth e la voce trasognata della cantante.

Chiunque si aspettasse ancora questa sensazione di pura catarsi dalla loro opera novella non rimarrà deluso; il disco si pone in perfetta continuità col suo predecessore, e non come una scialba copia, ma come il necessario secondo capitolo di uno straordinario viaggio musicale. Questo l’ho potuto comprendere appieno grazie ad una singolare coincidenza: per un’anarchica presa di posizione del mio lettore mp3 mi son ritrovato a dover effettuare il primo ascolto intervallando le nuove tracce con quelle del precedente lavoro della band. Ho potuto così toccare con mano quella continuità a cui ho accennato prima. Al secondo giro (con l’ausilio di un supporto più convenzionale) ho apprezzato anche il legame che unisce tra loro i vari pezzi creando ancora una volta una specie di percorso, e non solo un insieme di ottimi singoli. Ma parliamo del contenuto.

Myth, già uscito come singolo promozionale, è la traccia d’apertura; una linea melodica cavalcante seguita con fedeltà dalle voci, destinate però a prendere il sopravvento nel ritornello. Un inizio all’insegna della serenità, cui però segue una nota cupa e sostenuta. E’ l’inizio di Wild, con la sua base martellante su cui le liriche si muovono in contrasto, con grazia lenta e posata. Un ingenuo motivetto suonato sugli striduli tasti di una tastiera apre Lazuli, uno dei brani che prediligo; la voce della Legrand prosegue adagio in un continuo saliscendi, rispecchiando in questo la base melodica. Sul finale si aggiungono un ritmo più prepotente e dei cori ad arricchire il tutto in un climax sonoro ascendente di grande impatto.

Other People mi ha ricordato Teen Dream più delle altre, coi suoi riff di chitarra dal sapore esotico e la chiusura a più voci. Ho trovato meno convincente The Hours, per l’andatura circolare, nonostante una maggior presenza strumentale rispetto alle precedenti; una lieve caduta a cui subito rimedia Troublemaker con note d’organo, riusciti cambi di tonalità ed un mood più malinconico e sospirato. Un inizio corale presenta New Year; il brano prosegue su strofe animate da un ritmo incalzante, che sfocia in un ritornello ricamato; la voce è messa alla prova da una costante variazione tonale, e Victoria può così dar sfoggio di tutta la sua bravura.

Con Wishes l’ambiente torna a rasserenarsi; il brano è costruito sull’ormai collaudata forma che prevede una parte vocale strascicata e pregnante su una base musicale che la segue, ma in modo più ritmato. C’è poi un momento di crescita nel mezzo ed una discesa circolare e dolcissima che porta alla chiusura. On the sea è da ascoltare in una spiaggia sotto il sole, arricchita com’è da quei piccoli inserti melodici vintage e da un’andatura come il frangersi delle onde sul bagnasciuga. E infine c’è Irene, una conclusione che non è una conclusione, un brano di otto minuti lento e misurato, pieno di ripetizioni e lunghi spazi melodici. L’infinita coda finale è un addio che stenta a consumarsi, il risveglio da un sonno che non vuoi lasciare e che cerci di trattenere rimanendo a letto e rubando altro tempo al mattino.

La fine di Bloom è la fine di una bella fiaba o di un film intenso; per qualche momento la musica aveva preso il sopravvento rendendo la vita bella e fragile come un sogno. Per il resto, che altro aggiungere? Beach House strike again. Sia lode a loro.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Myth
  • 2 · Wild
  • 3 · Lazuli
  • 4 · Other People
  • 5 · The hours
  • 6 · Troublemaker
  • 7 · New Year
  • 8 · Wishes
  • 9 · On the Sea
  • 10 · Irene

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