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Recensioni | Pubblicato il 8 marzo 2013

Blue Willa

Blue Willa

Blue WIlla

Genere: Pop Sperimentale, Avant-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Trovarobato / A Buzz Supreme

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Allucinato, bipolare e plateale. Con questi tre aggettivi si potrebbe definire il progetto portato avanti dai Blue Willa. Ex Baby Blue, cambiano nome per esplicitare il loro percorso verso un suono più totale e teatrale. L’omonimo disco è uscito per Trovarobato e A Buzz Supreme.  La formazione è composta da  Serena Alessandra Altavilla, il chitarrista Mirko Maddaleno, il bassista Lorenzo Maffucci e dal batterista Graziano Ridolfo.

Ma c’è anche il contributo di un’artista con la A maiuscola. Stiamo parlando della fondatrice dei Geraldine Fibbers e del progetto Evangelista ovvero Carka Bozulich. Il suo mondo si è incontrato e scontrato con quello della band toscana per creare un universo parallelo visionario e inclassificabile. Infatti, è quasi impossibile etichettare. Ci sono varie influenza e stili che si miscelano in modo sublime: c’è la componente melodica che si manifesta cons trutture pop e cantautorali insidiati da ritmi frastagliati e cambi repentini che poi si riversano in un rock dalle venature psichedeliche e dall’attitudine poco convenzionale. Il tutto è condito dalla teatralità e la grazia delle performance vocali.

“Eyes Attention” ci fa apprezzare subito l’interpretazione vocale di Serena che si poggia e si integra con l’arrangiamento tirato e disteso, dalla forte connotazione psichedelica, aspetto che vedrà la sua massima espressione in “Cruel Chain”. “Fishes” è invece impetuosa e violenta e ne viene fuori il livello della costruzione dell’irregolarità ritmica, fatto a regola d’arte.  “Tambourine” non è da meno e partendo da presupposti melodici (che poi si concretizzeranno nelle successive “Moquette” e “Rabbits”  si indirizza verso soluzioni compositive “ubriache”.

Vent” ci porta in una dimesione più acustica e minimale, aspetto che incrementa la suggestione della vocalità. Questo per quanto riguarda la prima parte del brano che col passare dei secondi acquisisce robustezza e scompensi ritmici. “Good Glue” ci riporta ad un suono travolgente e dalla forza brutale.  Quella sostanza la mantiene “Birds”  ma si presenta in maniera diversa con più strati che si sovrappongono che rendono il tutto più complesso ed elaborato.

Siamo in dirittura d’arrivo ma il gruppo non smette di esplorare: “Moan” è il manifesto evidente con quel molteplice incontro fra stili di cui parlavamo all’inizio fra folk, rock e psichedelia e la vocalità che diventa lo strumento aggiunto.  L’epilogo con “Spider”  è “stupefacente” ed è il perfetto finale di questo viaggio artistico intrapreso con il nuovo progetto

I Blue Willa hanno creato un mondo tutto loro, dove non esiste genere o schema: lasciano scorrere il flusso creativo con implosioni ed esplosioni sonore che lasciano il segno e fanno emergere uno stile eclettico ma subito riconoscibile. Un “debutto” solido, maturo e creativo.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Eye Attention
  • 2 · Fishes
  • 3 · Tambourine
  • 4 · Moquette
  • 5 · Vent
  • 6 · Good Glue
  • 7 · Rabbits
  • 8 · Birds
  • 9 · Moan
  • 10 · Cruel Chain
  • 11 · Spider

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