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Recensioni | Pubblicato il 5 settembre 2013

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Braids

Flourish//Perish

Genere: Dream Pop, Art Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Full Time Hobby, Arbutus

Servizio di:

Avete presente un disco bello? Ci sono gli album che ti fanno divertire, quelli che ti fanno pensare, quelli che ti colpiscono, emozionano, ossessionano. E poi ci sono quelli belli, che non hanno bisogno di molti discorsi, di eccessive descrizioni. Flourish//Perish è uno di questi.

I Braids se ne escono da un silenzio che durava da meno di due anni per pubblicare il successore di Native Speaker, già ottimo album nel quale Raphaelle Standell-Preston (voce, chitarra, tastiere – nonché metà femminile dei Blue Hawaii) aveva iniziato a mettere in mostra le sue eccellenti doti vocali. Ondeggiando – letteralmente – dal dream pop alla sperimentazione, Flourish//Perish è capace di costruire atmosfere tanto diverse quanto coinvolgenti, facendo della puntigliosa precisione acustica e vocale la sua chiave di volta.

Victoria apre le danze col suo misto di elettronica ed intimità, connubio che si ripeterà a non finire per tutto l’album, impostando le frequenze su un dream pop talvolta surreale, altrove quasi sciolto in destrutturazioni ambient. Se quindi il tema generale è già vagamente delineato, sono proprio le singolari caratteristiche dei brani che vengono fuori mano a mano, progressivamente: è dunque il turno di Freund, in cui la voce di Raphaelle forse dà il meglio. Tonalità morbide e smussate, ancora al limite dell’intimità, fanno da padrone uno dei brani più coinvolgenti di tutto il disco. Con naturalezza si susseguono poi December ed una Hossak che ci accoglie con un’introduzione che sa vagamente di Kid A, passando poi per la delicatezza di Girl e giungendo dunque al cuore di Flourish//Perish con la splendida Together. Brano decisamente più elettronico e sperimentale realizzato dalla band di Calgary, Together cresce lentamente in un continuo di percussioni smorzate e synth eterei, intrecciando poi con la voce di Raphael una trama quanto mai raffinata. Appunto, bellezza.

Le atmosfere leggere di Ebben (altro brano di cui tessere abbondantemente le lodi) ci trascinano lentamente in una discesa che vede il lento ed impeccabile susseguirsi dell’oscura Amends e della pensierosa Juniper, per concludersi poi con l’ennesima eccellenza di questo lavoro, ovvero In Kind. Già cavallo di battaglia durante gli ultimi tour, In Kind è il preciso riassunto di ciò che è stato detto fino ad ora, concentrando in un unico brano ogni singola emozione evocata in Flourish//Perish ed aggiungendo inoltre una performance vocale strepitosa; insomma, una perfetta conclusione.

 Il sophomore dei Braids è più di una conferma, è una dimostrazione di bravura ed un punto di partenza al contempo. Riuscendo a creare piccole perfezioni capaci di librarsi a mezz’aria in tutta la loro sollevata autonomia (in questo, l’artwork di copertina è più che azzeccato), la band canadese ha dato la luce ad un’entità di rara bellezza. Bravi Braids.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Victoria
  • 2 · Freund
  • 3 · December
  • 4 · Hossak
  • 5 · Girl
  • 6 · Together
  • 7 · Ebben
  • 8 · Amends
  • 9 · Juniper
  • 10 · In Kind

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