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Serie tv | Pubblicato il 16 agosto 2013

Si avvia alla fine una delle più importanti serie degli ultimi anni: sto parlando di Breaking Bad. Domenica 11 agosto è andato in onda il primo episodio della seconda parte della quinta stagione. L’atto finale verrà trasmesso il 29 settembre. A che punto eravamo arrivati? Consigliamo di evitare la lettura a chi non ha visto l’episodio.

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Walt aveva deciso di ritirarsi dal mercato della droga a favore della vita familiare. L’ultima scena dell’ottavo episodio vedeva Hank (Dean Norris) seduto sul water, sfogliando alcune riviste presenti nella stanza. Si imbatte in “Leaves of Grass” di Walt Whitman e in particolare nella dedica “To my other favorite W.W. It’s an honour working with you. Fondly, G.B.”. Questo fa scattare in lui il ricordo e il sospetto. Ci avevano lasciato così l’anno passato.

Conoscendo gli autori di Breaking Bad, ero consapevole che la splendida scena iniziale non prevedesse la ripartenza da quel punto. L’episodio, diretto da Bryan Cranston, ci riporta per l’ennessima volta nel futuro (come era successo l’anno scorso). Ma questa volta l’impatto è più duro. Vediamo, con la solita abilità di ripresa, una piscina vuota dentro la quale alcuni ragazzi  scivolano con lo skateboard. Dopo pochi secondi capiamo che si tratta di Casa White e poi la telecamera si sofferma su Walter che irrompe nel suo vecchio appartamento, in disordine e in uno stato degradato. Ma è una scritta a caratteri cubitali a catturare l’attenzione “Heisenberg”. Un’identità svelata ironicamente in quel luogo che nel corso delle cinque stagioni ha avuto la valenza opposta. E viene esplicitato nei secondi finali di questa scena: dopo aver recuperato una bottiglietta di ricina, uscendo dalla casa saluta la sua vicina Carol che ha lo sguardo terrorizzato (la stessa scena si ripeterà nel presenta, ma ovviamente in altre circostanze).

Le scene successive e gli eventi ci fanno comprendere essenzialmente due aspetti. Il primo riguarda il completamento del processo di criminalizzazione e di amoralità della mente del protagonista; l’altro è il suo tentativo di tenere nascosto questo stato e lo capiamo dall’interazione con gli altri personaggi. Le conseguenze del recente passato sono dietro l’angolo e per questo la serie si fa più intigrante. Tutte i filoni di questo atto finale vengono svelati tutti nel primo episodio, sorprendendo chi avesse pensato sarebbe stata una semplice lotta Hank-Walter.

Breaking Bad

Ma partiamo proprio da questo primo (grosso) problema per Walt. Hank ha compreso tutto e nonostante cerchi di contenere le sue emozioni, una volta andato via da casa White, ha una sorta di attacco di panico. Questo lo porterà ad una pausa dal lavoro che trasferirà nel suo garage per mettere insieme i pezzi. Questo, unito all’assenza del libro e al localizzatore trovato sotto l’auto, insospettisce Walt che va a fare una visita di cortesia al cognato. E succede quello che non ci aspettavamo. Un faccia a faccia da brividi.  Nello scontro fra i due, Walt cita il ritorno del  cancro (c’è anche una scena in cui lo vediamo in chemioterapia). Considerate le scene ambientate nel futuro, è da comprendere che ruolo assumerà la malattia all’interno della storia.

Apparentemente, Walt sembra aver convinto anche Skyler (personaggio cresciuto stagione dopo stagione) che continua ad appoggiarlo conducendo l’autolavaggio. Ma ci sono alcuni elementi che potrebbero mettere in bilico questo equilibrio forzato: a un certo punto, durante la normale attività lavorativa, arriva una cliente particolare: Lydia Rodarte. L’ex assistente di Gus, chiede disperatamente l’aiuto di Walt. Lui declina ma la cosa degna di nota è il comportamento di Skyler quando viene a conoscenza dell’identità della donna. Anche questo aspetto è da considerare e solleva la questione del ruolo della moglie nell’evoluzione della storia ma anche l’eventuale intromissione della Madrigal.

E infine c’è Jesse. Un’altra pedina instabile nel gioco di Walt. Ritroviamo il ragazzo travolto dagli eventi, completamente distrutto interiormente. Lo si vede dalle sue impressionanti espressioni e dai gesti estremi (il lancio dei soldi, il voler compensare le morti con le due borse colme di denaro). Ma il momento nel quale più si percepisce il suo stato di degrado è nel dialogo con Walt che gli fa visita dopo una chiamata di Saul. Un déja vu. Come lo definisce lo stesso Walt. Questo dialogo però ha qualcosa di diverso rispetto agli altri a causa dell’impostazione dei due personaggi. Da un lato c’è il professore White che mente spudoratamente , non rendendosi conto dell’incapacità di sostenere tutte quelle bugie. Dall’altro c’è Jesse che non mostra più grinta o aggressività ma semplicemente rassegnazione e sconforto, sopraffatto dal senso di colpa. E’ chiaro che questo atteggiamento potrebbe avere sviluppi interessanti e naturalmente ritorcersi contro Walt.

E’ un puzzle misterioso che sembra condurre ad una “guerra” finale Walt contro tutti. La fine di un percorso che porterà alla chiusura di personaggi costruiti a regolare d’arte grazie alla recitazione impeccabile e una sceneggiatura di un livello superiore a quasi la totalità della serie in circolazione. La migliore serie di tutti i tempi? Potremo dirlo il 29 settembre.

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