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Recensioni | Pubblicato il 19 aprile 2013

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The New Slave

Bringing you a brighter tomorrow

Genere: Psichedelia, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Raw Onion Records

Servizio di:

L’approccio alla musica dei The New Slave non è immediato: motivi psichedelici, sonorità talvolta sporche, un’inafferrabilità di fondo che è poi il momento cruciale dell’intero progetto. Si presenta così la band di  Craig M Clarke, Daniel Crowell e Troy James, terzetto diviso tra California e Nevada, che già un po’ di tempo fa vi proponevamo in Hidden Sounds ed uscito da poco più di un mese con Bringing you a brighter tomorrow.

Il nuovo lavoro del trio statunitense si articola in otto tracce che toccano atmosfere e mondi musicali diversi, dal prog all’elettronica e al soul fino a sfiorare scenari vicini all’hip-hop, mantenendo tuttavia una propria omogeneità per tutta la durata dell’album.

Tra i moog e i sintetizzatori impazziti di “Golden summer smile” e le articolate aperture musicali e vocali di “There is a way” e “Love is the answer, Benjamin”, le fasi iniziali di Bringing you a brighter tomorrow catapultano l’ascolto in un universo parallelo, alimentato tanto dall’immaginario legato alla psichedelia anni ’70 quanto da più moderne derive rumoristiche.

Ed è proprio in questa molteplice anima che si cela il tratto di fondo dell’intero album. L’acida “Building spring” spinge su un motivo caotico e ripetitivo che avvolge tra le sue spire per poi sparire all’improvviso mentre “Hump” e soprattutto “Beating the bully” puntano su ritmiche più suadenti, con richiami al trip-hop, ma non per questo meno ruvide.

A chiudere il quadro sono le sfumature elettroniche di “This monster must be destroyed”, in cui una base musicale d’atmosfera fa da tappeto allo spoken word delle campionature vocali, e  la traccia di chiusura “99 steps (reprise)”, una cupa e rarefatta divagazione dai toni quasi immateriali.

Forse non immediato, come si diceva all’inizio, ma indubbiamente ricco di spunti, Bringing you a brighter tomorrow è un album dalle svariate sfaccettature capace di crescere e coinvolgere ascolto dopo ascolto, mostrando una band che sa mettersi in gioco gettando uno sguardo ai padri della psichedelia, ma senza la presunzione di volergli fare il verso.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Golden summer smile
  • 2 · There is a way
  • 3 · Love is the answer, Benjamin
  • 4 · Hump
  • 5 · Building spring
  • 6 · This monster must be destroyed
  • 7 · Building the bully
  • 8 · 99 steps (reprise)

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