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Recensioni | Pubblicato il 18 marzo 2014

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Brunori Sas

Vol.3 - Il cammino di Santiago in taxi

Genere: Songwriting, Pop

Anno: 2014

Casa Discografica: Piccicca

Servizio di:

Come in un sussidiario illustrato della giovinezza, dopo Vol.1 e Vol.2, arriva inesorabile il Vol.3 dell’immaginifica avventura iniziata e narrata dall’istrionico canzoniere cosentino Dario Brunori. Se Vol.1 aveva rappresentato un disco che si potrebbe definire adolescenziale, quasi alla pari di quegli album di foto che sfogli sarcasticamente da adulti per la voglia di non lasciar trasparire malinconia, e Vol.2 – Poveri Cristi, invece, portava con sé i tratti distintivi di una ricerca emozionale che scandagliava gli anfratti più remoti di uomini semplici ma allo stesso tempo tragici (Il giovane Mario, Rosa), il Vol.3- Il cammino di Santiago in taxi si scrolla di dosso questa ostinata ricerca a favore di un lavoro maggiore d’introspezione.

La Brunori Sas, infatti, riparte dalle radici e lo fa scegliendo come sala di registrazione un convento a Belmonte Marittimo (CS), sotto la guida mai assillante del produttore Taketo Gohara, meritevole d’aver limato i ghirigori superflui che ogni tanto si concede Brunori. Che sia un album diverso dai primi due lo si nota da subito. Acustici e talvolta minimali gli accompagnamenti dei primi due dischi, nell’ultima fatica a primeggiare è il pianoforte, utilizzato anche come spunto indispensabile alla realizzazione dei testi; c’è sicuramente una maggiore coralità, segno di un’adesione totale a canoni stilistici che rimandano a vecchie ed autorevoli leve cantautorali.

E’proprio il pianoforte a guidare l’ascoltatore nelle prime tracce dell’album, come in “Arrivederci Tristezza o il singolo “Kurt Cobain, che, se da un lato ha suscitato qualche polemica per le figure (inter)nazional-popolari scelte, rappresenta uno dei picchi sonori più godibili dell’intero album. Brani che partono in sordina e si arricchiscono in un crescendo emozionale, spalleggiati da archi, fiati, synth e pad elettronici. A questi, poi, la società Brunori è capace di contrapporre brani stempera-tensione come “”Mambo  Reazionario“ (ironico e irridente come ci ha abituati Dario) o “Il Santo Morto, il cui testo è frutto di citazioni più o meno colte ed intuibili.

Apprezzabile anche l’intermezzo de “Il manto corto, esplosione di fiati che danno vita ad un’incredibile tropical jam-session. Non mancano, tuttavia, strascichi del primo Brunori, come “Le quattro volte, che potrebbe sicuramente esser contenuta nel Vol.1. La sensazione che si percepisce avventurandosi in questo metaforico cammino di Santiago è che ci sia una graduale discesa che porta alla coscienza del proprio sé. Se “Maddalena e Madonna appunta pensieri d’amore appesi ad un filo (Era solo per te che scrivevo cazzate su un foglio a quadretti e canzoni in barrè), “Nessuno mette a nudo la vera anima del nostro calabrese, grazie anche ad un mood che fa così tanto Battisti da render difficile non segnalarlo (allontanando ovviamente ogni forma di confronto, Rino Gaetano basta e avanza). Intensa e struggente “La vigilia di Natale, che sembra esser collegata da un filo rosso alla tragicità del giovane Mario posto in apertura al Vol.2, fa da terreno fertile a “Sol come sono sol“, ultima ballata del viaggio, amara e dolente come un peso sul cuore.

Molte altre parole potrebbero esser spese per questo disco che sicuramente segna una tappa fondamentale nell’evoluzione artistica dell’intera band. E’innegabile una maggior maturità nell’approccio sia ai testi che agli arrangiamenti. C’è più ricercatezza rispetto ai primi due album ma non si eccede mai in manierismi o forzature e, in questo, sicuramente un ruolo fondamentale l’avrà avuto Gohara. Il cammino di Santiago in taxi rappresenta un percorso tortuoso, che abbandona canoni etico-stilistici di matrice indie (etichetta che pesa sulle spalle di Brunori) per giungere ad una consapevolezza maggiore del proprio sentire. Un cammino lungo ma necessario.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Arrivederci tristezza
  • 2 · Mambo reazionario
  • 3 · Kurt Cobain
  • 4 · Le quattro volte
  • 5 · Il santo morto
  • 6 · Il manto corto
  • 7 · Maddalena e Madonna
  • 8 · Nessuno
  • 9 · Pornoromanzo
  • 10 · La Vigilia di Natale
  • 11 · Sol come sono sol

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