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Recensioni | Pubblicato il 16 settembre 2014

Canicola - Heroin In Tahiti

Heroin In Tahiti

Canicola

Genere: Neo-Psichedelia, Drone

Anno: 2014

Casa Discografica: NO=FI Recordings

Servizio di:

Ispirato alle ricerche etnologiche che interessarono Ernesto De Martino negli anni ’50, incentrate su tradizioni e superstizione nella società contadina meridionale (raccolte e sistematizzate nei saggi “Sud e Magia” e “La terra del rimorso”), il nuovo lavoro degli Heroin In Tahiti, una C38 fuori per la sempre interessante NO=FI Recordings, colpisce a partire innanzitutto dal calore che emana. Un calore primigenio, che pare dipanarsi da un passato ricco di ritualità e misticismo.

In Canicola il duo opera una sorta di rovesciamento dell’approccio alla materia sonora. Dove prima era marcata una psichedelia acida, apolide e figlia di nessuno, come dimostrano i due brani contenuti nel di poco precedente 7″ Peplum, ora è tutto scheletri, terra battuta e chiese sconsacrate; un ambiente sonoro tanto ostile quanto familiare, localizzato e contestualizzato minuziosamente ma privo di cliché o facili richiami.
Il lato A è interamente occupato dalla traccia che dà il titolo alla cassetta: i 18 minuti di “Canicola” sono pura allucinazione psych-drone, mai banale e incredibilmente evocativa. Come ritrovarsi a passeggiare (o meglio ancora, a trascinarsi) nelle campagne meridionali sotto un sole cocente e minaccioso.

Riemersi dal marasma opprimente della title-track e ripreso fiato possiamo procedere con l’ascolto. Girando il nastro troviamo cinque brani che attingono a piene mani dal folklore del Sud Italia, e non solo idealmente. Gli Heroin In Tahiti hanno infatti utilizzato in queste tracce le field recordings raccolte da Alan Lomax e Diego Carpitella nelle campagne delle regioni meridionali durante gli anni ’50. I rintocchi di un orologio a pendolo che accompagnano note sparse di pianoforte e chitarra, instabili e in continua risonanza (“C’è la morte che ti cerca e tu sei in giro“), canti lamentosi su spianate lisergiche di chitarra in reverse (“La Madonna“), ritmi incessanti di percussioni legnose e canti popolari ad affiorare dai riverberi marcati di una chitarra in acido  (“Atlantropa“).

La chiusura è affidata a “Granaglia“, inizialmente un proto-blues scarno subito a trasformarsi in una psichedelia primitiva, possente ed eterea al tempo stesso, affiancata a quelli che sembrano accorati canti di lavoro.

Gli Heroin In Tahiti hanno interpretato ed aggiornato gli umori di un passato recente che il Mediterraneo non può dimenticare, trasponendoli in una visione/sonorizzazione neo-psichedelica del rimosso che è un sogno sbiadito, polveroso, straordinariamente affascinante.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Canicola
  • 2 · C'è la morte che ti cerca e tu sei in giro
  • 3 · La Madonna
  • 4 · Agri deserti
  • 5 · Atlantropa (Panorama)
  • 6 · Granaglia

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