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Recensioni | Pubblicato il 24 gennaio 2014

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Zen Circus

Canzoni contro la natura

Genere: Indie-Folk

Anno: 2014

Casa Discografica: La Tempesta Dischi

Servizio di:

La carovana del Circo Zen torna a macinare asfalto dopo una pausa (si fa per dire) di circa tre anni dal loro ultimo lavoro Nati per subire. In realtà nel frattempo Andrea Appino ha pubblicato e portato su e giù per l’Italia il disco solista Il testamento, così come Karim Qqru e Ufo si sono tenuti impegnati in progetti paralleli seppur senza mai perder di vista il folk cinico e spietato targato Zen Circus. Arriva, infatti, con il nuovo anno (21 Gennaio), l’ottavo album in studio ed il terzo completamente in Italiano dopo il riuscitissimo “Andate tutti affanculo” del 2009.

Il nuovo lavoro Canzoni contro la natura viene descritto dagli Zen come “il lavoro che li rappresenta al 100%”, oltre ad essere il primo album realizzato senza alcun produttore o fonico. Ciò che risulta essere una costante ormai certa è sicuramente l’approccio alla scrittura, fluida e tagliente, sicuramente influenzata anche dal più recente progetto solista di Appino. Si alternano, infatti, brani dal carattere fortemente introspettivo a ballate indiavolate che rimandano all’urgenza espressiva di “Villa Inferno”, dove comparvero tra l’altro le prime e fortunate tracce in lingua italiana quali “Figlio di puttana” e “Vent’anni”, che da subito crearono clamore nel circuito indie dell’epoca. Differente è qui invece la finalità della band pisana, non più orientata alla scanzonata critica della sterile Italia quanto ad un’insana antitesi tra la natura dell’essere umano e quella di madre natura. Due facce della stessa medaglia.

A segnare il ritorno del Circo Zen è il brano “Viva”, primo singolo estratto dall’album, perfettamente inserito nell’ideologia della band per via di un’accesa critica nei confronti della società contemporanea, con un occhio sempre vigile rivolto al sé  (“Sono in crisi da una vita, forse è la mia natura”).  ”Postumia”, ballata scanzonata in netto contrasto con l’aria mestamente rassegnata che si respira durante tutta la durata del brano (“ Nonno questo è il paese che hai fatto te”). Più serrato il ritmo della title track “Canzone contro la natura”, dove il basso di Ufo e le percussioni di Karim tengono alta la tensione del brano. Lo scontro uomo/natura diviene qui palpabile (“La natura ci disprezza e il resto vien da sé”) ed inevitabile a suo modo per ognuno di noi. Al limite del country-folk  è “Vai vai vai!”, ironica metafora sulla necessità d’andare anche se sempre meno si sa dove.

Se ne La festa della liberazione Appino aveva ammesso d’essersi ispirato a Via della povertà del poeta nostrano De Andrè (tra l’altro a sua volta ispiratosi a Desolation Row di Dylan. Circolo vizioso), in “L’anarchico e il generale”, il riferimento a Il pescatore di Faber è troppo evidente per essere ignorato. Di grande effetto la tirata a lucido dell’armonica nell’intro che arricchisce di venature blue(s) il pezzo. Dalle sonorità Irish di “Mi son ritrovato vivo”, si passa all’atmosfera surreale di un improbabile “Dalì”. Lo spiraglio folk-rock di “No way” (“Non so dove andrò, una strada è tutto quello che non ho”) prepara alla chiusura di “Sestri Levante”, ballata dal retrogusto amaro. Il tema del ritorno e dell’eterna partenza mette il punto a quest’ultima prova dei pisani.

In definitiva Canzoni contro la natura ha un suono vivido e che non inciampa (quasi) mai in tempi morti. Probabilmente la più grande novità sta nella fusione di così tante influenze all’interno dello stesso album che di per sé non sorprende vista la mole di musica assorbita dal trio nel corso della loro carriera e non solo. Sicuramente coloro che si aspettavano un ritorno all’immediatezza e alla schiettezza di Andate tutti affanculo resterà insoddisfatto, dal momento che sono molto più evidenti gli echi di Nati per subire. Un lavoro ben fatto, non semplicissimo ad un primo ascolto e che dimostra la voglia che gli Zen Circus hanno ancora di raccontare e raccontarsi senza falsi pudori, così come sono: contro/natura!

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Viva
  • 2 · Postumia
  • 3 · Canzone contro la natura
  • 4 · Vai vai vai!
  • 5 · Albero di tiglio
  • 6 · L'anarchico e il generale
  • 7 · Mi son ritrovato vivo
  • 8 · Dalì
  • 9 · No way
  • 10 · Sestri Levante

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