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Recensioni | Pubblicato il 6 aprile 2015

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Clamidia

Al Mattino torni sempre indietro

Genere: Rock d'autore, noise

Anno: 2015

Casa Discografica: Cup of Tea

Servizio di:

È proprio vero: non si esce vive dagli anni ’90 o forse erano gli ’80? Corsi e ricorsi storici s’intrecciano in questo secondo album dei Clamidia, band sanmarinese-romagnola autrice di un raffinato e rovente rock d’autore dai tratti inevitabilmente introspettivi e criptici. Un album che si trascina dietro la densità emotiva di un periodo storico-musicale ben delineato e che fa della componente letteraria uno dei punti focali intorno a cui, questo Al mattino torni sempre indietro – titolo-omaggio a “In the morning you always come back” di Cesare Pavese – ruota.

Dicevamo dei nineties e di quel grumo espressivo di fine secolo. I Clamidia puntano in alto e s’affidano alla sapiente produzione di Umberto Palazzo, frontman di quei Santo Niente che hanno dettato i tempi di un rock d’autore ed unitamente autorevole. I cinque anni di distanza dall’album d’esordio “La prima guerra cinese dell’Oppio” sono stati utili ai Clamidia per affilare la propria scrittura magmatica ed elaborare uno stile, se non innovativo, quanto meno del tutto personale. Le parole, gli spunti letterari e metaforici, sono il nucleo liquido di architetture sonore solide e mai ampollose: un senso di digeribile malinconia, sostenute da lente ritmiche noise-rock che si velano di una classicismo benefico e catartico. La mano di Palazzo si sente un po’ ovunque: nella basso-centrica “La Croce” o nel precipizio noise di “Spazi Pubblici per Scambisti”, affine a stilemi di quel Il Vile dei M.K. Le taglienti prospettive letterarie tornano in “Fondazione Nuovo Sentiero”, dove si scomoda l’indole visionaria di Philip K.Dick in “A scanner darkly” così come citazioni più o meno volute sono sparse nel punk-rock di “Ulisse”. Al di là di quanto si possa dire di un album chiaramente di matrice rock, Al Mattino torni sempre indietro è una prova che si lascia andare anche a rallentamenti malinconici (Sotto il diluvio; La sposa Suicida) o a divagazioni pop-rock (Assalti ai muri; L’Agguato). Il livore emotivo, quello che tocca anche le rive solcate da Emidio Clementi- altro spettro vagante in questo disco, si sgretola nell’esarcebata prova “Redenzione e Grazia”, ultima chiamata per i Clamidia.

Al mattino torni sempre indietro è un corpo ricoperto di lividi. Ci sono punti in cui il dolore è più acuto, eppur si lascia scorgere con fierezza. C’è la difficoltà dell’essere ma anche la spinta reazionaria a non farsi schiacciare da eventi e distanze incolmabili. Un disco intenso, da provare senza dubbio.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · La Croce
  • 2 · Spazi Pubblici per Scambisti
  • 3 · Fondazione Nuovo Sentiero
  • 4 · Ulisse
  • 5 · Sotto il diluvio
  • 6 · Le controfigure
  • 7 · La sposa suicida
  • 8 · Assalti ai muri
  • 9 · L'agguato
  • 10 · Redenzione e Grazia

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