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Recensioni | Pubblicato il 12 aprile 2012

cleo t

Cleo T.

Songs of Gold & Shadow

Genere: Dream, Cabaret Folk, Vocal

Anno: 2012

Casa Discografica: Macaco Records

Servizio di:

Immaginate un’atmosfera retrò dai riflessi cupi, quasi gotici. Aggiungeteci storie fantastiche e surreali, condite il tutto con una strumentalità raffinata ed estremamente varia. Ecco, adesso avete Cleo T. Ed avete anche Songs Of Gold & Shadow, album nato e cresciuto sotto la produzione di John Parish. Sarà un caso, ma dallo sfondo sembra più volte fare capolino PJ Harvey, e noi siamo più che contenti.

Un piano che nasce piccolo piccolo apre I Love Me I Love Me Not, e, dopo essersi fatto strada in una selva di archi ribelli, lancia la voce sensuale di Cleo. Il brano fiorisce, acquista ritmo e confidenza, fra gli archi nuovamente ritrovati ed un moltiplicarsi di cori avvolgenti. Giusto il tempo di ambientarsi ed ecco che l’aria si riempie dell’intimità di We All, coronata da un falsetto tutto ricami che dà il meglio di sé soprattutto in un ritornello infinitamente melodico. Columbine riprende le vesti della già citata PJ Harvey, si contorna di note folk calate in un salotto curato e vellutato, gioca distintamente con l’ascoltatore e con la voce, firma elegantemente e svanisce lentamente.

Piano, banjo, mandolino, violoncello, autoharp &Co lasciano spazio a Song To The Moon, brano eclettico, popolare e dai riflessi balcanici, rapito da una ritmica sempre più accelerata che svanisce improvvisamente nel nulla, lasciandoci in una desolazione da violino piangente e lontano. La profondità fumosa di Kingdom Of Doom si tinge dei colori di una Regina Spektor malinconica e seducente, elevandosi e prendendo forma fra acuti esplosivi e trombe opache. Ritorno nel mistero con Whistles In The Night, ballata coinvolgente e appassionante che nasce in un semplice arpeggio, cresce fra percussioni e cori epici per compiersi in un’allucinazione di archi e theremin. Coraggio e raffinatezza.

Triste Stella apre la seconda parte dell’album e, come suggerisce il titolo, è l’unico brano cantato in italiano. Atmosfere surreali, fra pianoforti al chiaro di luna e voci fatate, in un idillio di malinconia. Voce solitaria e clapping introducono, ricamano e confezionano Little Girl Lost, breve ed estroso pensiero musicale. Armonica e pomeriggi tristi fotografano Me And The Ghost, in un lento vortice di archi e cantastorie d’altri tempi. Sulla stessa falsariga si articola anche Dead&Gone, mostrandosi in cabaret dimenticati e palchi polverosi, lasciando infine il posto a tutta la sensualità in bianco e nero di Someday My Prince Will Come Frusciare di vinili obsoleti, grammofoni fiochi e qualche lacrima retrò.

Ricercatezza, precisione, eclettismo, polistrumentalità e e voce fuori dal comune. Qui c’è tutto. C’è tutto per sbocciare, fiorire, stupire.

Voto: 7,4/10

Tracklist:

  • 1 · I Love Me I Love Me Not
  • 2 · We All
  • 3 · Columbine
  • 4 · Song To The Moon
  • 5 · Kigdome Of Smoke
  • 6 · Whistles In The Night
  • 7 · Trista Stella
  • 8 · Little Girl Lost
  • 9 · Me and The Ghost
  • 10 · Dead & Gone
  • 11 · Someday My Prince Will Come

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