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Recensioni | Pubblicato il 10 febbraio 2012

Cloud Nothings_Attack on memory

Cloud Nothings

Attack On Memory

Genere: Alt-rock, Garage-rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Carpak

Servizio di:

E’ bastato solo un anno alla band di Dylan Baldi per rimettere insieme le idee e uscire con il suo terzo album in studio, Attack On Memory. Dopo tutta l’attenzione attirata con Cloud Nothings esattamente un anno fa, e dopo aver esteso le proprie mire ben oltre l’Ohio, le aspettative sul gruppo made in USA erano quanto meno alte, per non dire anche qualcosa di più.
 
La curiosità viene ripagata con un inizio cupo, quello di No Future/No Past, con urla strazianti caratterizzate, come sempre, da una voce ruvida e graffiante, e che crescono via via dopo un inizio dai ritmi lenti, accompagnato da note di piano e da un’atmosfera tremendamente low, palpabilmente fumosa. Cambio di ritmo e di battuta invece per Wasted Days, brano-sorpresa di ben nove minuti (non una cosa di tutti i giorni, considerato il genere): accordi molto orecchiabili, intro perfetta da concerto e ritornelli ripetuti estenuantemente fanno loro la prima parte, fino a lasciare il passo ad una linea di basso che prende per mano tutta la seconda sezione del brano. E’ qui che viene fuori una maturità ed una voglia di sperimentare che probabilmente molti stavano aspettando dai ragazzi dell’Ohio, fra assoli psichedelici ed astmosfere stiracchiate, strappate, oniriche nel loro caos; cinque minuti strumentali fatti – sinceramente – come si deve, che proiettano Wasted Days sicuramente fra i brani migliori dell’intero album. 
 
Fall In cambia nuovamente registro, questa volta per andare a pogare con un punkrock facile facile da ’90 autentici, introducendo brevemente Stay Useless. Di nuovo sonorità garage-punk di qualche anno fa (o anche qualcosa di più), accordi su accordi e ritornelli cantilenati in loop. Insomma gente là sotto scatenatevi, c’è ancora tempo per divertirsi. La parentesi revival si chiude (o forse lascia ancora qualche spiraglio) con Separation, vero brano di ‘divisione’ di Attack On Memory: tre minuti strumentali dinamicissimi e ben condotti, frenetici e puntuali al contempo.
 
Facciamo un piccolo salto indietro con No Sentiment, per immergerci in melodie più ostiche e spigolose, di nuovo cupe e tirate per i capelli, in cui le urla di Baldi si alternano a ritornelli più addolciti e diretti, lasciando trasparire un lavoro estremamente completo e curato, nonostante un’evidente eterogeneità stilistica. Una schizofrenia ben rappresentata.
Our Plans fa di nuovo ballare e saltare con la sua battuta rapida ed il ritorno alla luce di un garage mai rinnegato durante tutto il lavoro, aggiungendoci anche un ritornello cantabilissimo – che non guasta mai – ed uno special per niente scontato. Cut You chiude i giochi mantenendosi più o meno sulla stessa linea, aiutata sempre da arpeggi molto orecchiabili sullo sfonfo e da un’atmosfera leggermente malinconica (oddio, forse è un po’ un parolone) che conduce sfumatamente alla conclusione. 
 
Buon lavoro nel complesso per Dylan Baldi & Co, considerando anche i tempi di realizzazione relativamente brevi e la coscienza di loro stessi che sta affiorando passo dopo passo, conducendoli alla sperimentazione di nuovi orizzonti ed alla rivalutazione di generi che troppo spesso vengono lasciati nel cassetto. Un’evoluzione rapida, quella dei Cloud Nothings, che ci farà sicuramente parlare ancora di loro.
 

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · No Future/No Past
  • 2 · Wasted Days
  • 3 · Fall In
  • 4 · Stay Useless
  • 5 · Separation
  • 6 · No Sentiment
  • 7 · Our Plans
  • 8 · Cut You

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