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Recensioni | Pubblicato il 9 dicembre 2013

Sébastien Tellier - Confection

Sébastien Tellier

Confection

Genere: French touch, Baroque pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Record Makers

Servizio di:

Confection”: in francese il termine si utilizza anche per definire la produzione di capi prêt-à-porter (ma vale anche in italiano: io ho un’età che mi permette – purtroppo – di ricordare le pubblicità delle “Confezioni Lubiam” negli anni ’70), e in inglese uno dei significati rientra nel campo semantico della pasticceria e dei dolci. Il titolo è quindi doppiamente azzeccato: l’album è confezionato con grande cura artigianale e trasuda dolcezza, fin quasi al punto di esagerare: tipico del personaggio in questione.

Quasi interamente strumentale, Confection condensa in 34 minuti il talento compositivo di Sébastien Tellier, evidenziandone il coté romantico, triste e nostalgico: un lato che da sempre convive insieme ai suoi aspetti più buffoneschi e autoironici (basti pensare alla sua partecipazione all’Eurofestival nel 2008, o all’orgiastico video Cochon Ville del 2012). Il trentanovenne transalpino lascia qui perdere (temporaneamente?) gli ambiti più sensuali ed electropop degli ultimi due album (Sexuality e My God is blue) e si concentra sul potere evocativo della musica.

In un’intervista rilasciata al sito Artistxite.com, Tellier parla di Confection come di un “side project” realizzato tra due album “veri”, composto di slancio a partire dall’emozione provata a seguito della morte della nonna e proseguito a seguito della commissione, poi rientrata, di una colonna sonora per un film. Ed è proprio la valenza cinematografica della sua musica ad emergere in questo album. Tellier non è nuovo al mondo delle colonne sonore: nel 2004 ha composto interamente le musiche del film francese Narco, ha collaborato per il primo folle lungometraggio diretto dall’amico Quentin “Mr. Oizo” Dupieux (Steak, 2007), alcuni tra i suoi brani migliori si sono ascoltati in Lost In Translation (Fantino) e Somewhere (Look) di Sofia Coppola e nel bizzarro Daft Punk’s Electroma (Universe).

I riferimenti più immediati di Confection sono i maestri francesi delle musiche per film degli anni ’60 e ’70 (Michel Legrand, Georges Delerue, Jean-Claude Vannier): queste scelte orchestrali sono qui richiamate espressamente dagli arrangiamenti di Emmanuel d’Orlando, anche lui compositore per il grande schermo. Tutti gli interventi ritmici sono stati affidati a Tony Allen, il sessantaduenne batterista nigeriano mostro sacro dell’Afrobeat, che contribuisce in modo importante a delineare il mood del disco. E sia d’Orlando che Allen (così come Philippe “Cassius” Zdar, che ritroviamo al mixer) figuravano già tra gli artefici del brano forse più significativo della carriera di Tellier: La Ritournelle, dall’album Politics del 2004, una delle più belle canzoni d’amore del decennio scorso secondo il New Musical Express. Confection è quindi per Tellier un ritorno alle atmosfere romantiche e struggenti della “trilogie chien” dell’Incroyable Verité o delle già citate Fantino e Universe (anch’esse contenute nel suo primo LP del 2001).

Si comincia con un “Adieu”, così come Bye-Bye apriva Politics. I titoli di apertura del film immaginario: una voce soprano, chitarre raddoppiate rètro, un sospiro. Il brano viene poi ripreso, rivisitato e riarrangiato (“Adieu mes amours”), così come tanti altri (splendidi!) temi musicali nell’album (“Coco” e “Coco et le labyrinthe”; “Delta romantica” e “Le delta des amour”; “Curiosa” e “Curiosa II”; le tre versioni de “L’amour naissant”), come in una vera e propria colonna sonora. Alla ricerca della melodia perfetta, Sebastien scomoda persino Erik Satie (“Adieu comme un jeu”), mentre in “Hypnose” si riconoscono echi degli amici Air (in particolare lo score delle Virgin Suicides).

Con così tanta melassa il rischio di scivolare è alto ma, nel sottile equilibrio tra sublime e kitsch, Sébastien Tellier ha sempre dimostrato di trovarsi a suo agio. In Confection inciampa solo con “Waltz”, piazzato in mezzo all’album, in cui un improbabile moog si incaponisce in un’imbarazzante tre quarti da giostra: due minuti e ventuno secondi irritanti che abbassano la media di un album altrimenti compatto e godibile.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Adieu
  • 2 · Coco
  • 3 · L'Amour Naissant
  • 4 · Adieu Mes Amours
  • 5 · Hypnose
  • 6 · Waltz
  • 7 · Adieu Comme Un Jeu
  • 8 · Delta Romantica
  • 9 · Curiosa
  • 10 · L'Amour Naissant II
  • 11 · Coco Et Le Labyrinthe
  • 12 · L'Amour Naissant III
  • 13 · Curiosa II
  • 14 · Le Delta Des Amours

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