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Recensioni | Pubblicato il 5 aprile 2012

cosmetic conquiste

Cosmetic

Conquiste

Genere: Shoegaze, Popgaze

Anno: 2012

Casa Discografica: La Tempesta Dischi

Servizio di:

Se dovessi trovare un esempio di gruppo in evoluzione costante non potrei fare a meno di pensare ai Cosmetic. Ogni loro nuovo lavoro si inserisce in un lento ma inarrestabile percorso musicale in crescita che mi lascia sempre ammirato. Sono un po’ come il vino, migliorano di anno in anno. Per questo genere di band non è raro che l’istinto a cambiare col tempo svanisca portandole ad adagiarsi sullo stile delle loro opere precedenti, che per tale ragione finiscono col sembrare tutte uguali. Questi ragazzi di Rimini invece, pur continuando a cavalcare lo stesso genere da molto tempo, riescono ad apportare delle novità ad ogni nuova uscita, mantenendo un buon livello sia in originalità che in espressività. In Conquiste lo stile è il loro tipico shoegaze alla My Bloody Valentine, ma in chiave più energica. Aumentano le distorsioni e si velocizza il ritmo, mentre le sonorità si fanno più piene e consapevoli. Giusto per limitare le mie lodi sperticate va detto che l’evoluzione non è propria dell’intero disco, alcuni brani (pochi) ricordano troppo i lavori precedenti e fanno perdere originalità all’opera nel suo insieme.

Lenta conquista è il pezzo di apertura: intro tra chitarre distorte e ritmo tranquillo ma serrato, giro di accordi composto e continuo, e testo carico, quasi imbrigliato dalla melodia. Il brano cresce fino a metà, segue un breve momento di distensione che sfocia di nuovo nel tema iniziale per una chiusura sulla ripetizione travolgente della frase chiave. Una partenza di tutto rispetto.

Melly è il classico shoegaze di fine anni Ottanta. Il giro della chitarra e circolare e distorto; su di esso la voce ricama il testo con una melodia propria, tenendo gli strumenti come base. In alcuni punti la parte strumentale riprende prepotentemente spazio per profondersi in variazioni e virtuosismi, quasi facendo a gara con la voce, o danzando con lei.

Sitar ha un ritmo più veloce ed un riff che sa d’estate e di spensieratezza, nelle strofe la musica si relega a sfondo per la voce ma solo per poi salire con lei al ritornello in un crescendo all’unisono davvero squisito. Da segnalare il fatto che questo brano ha un sapore più pop rispetto ai precedenti.

La seguente è Scisma, il mio brano preferito di Conquiste, già uscito come singolo in anteprima ed in grado di toccare le vette in precedenza raggiunte da né noi né Leandro. La batteria è precisa e molto secca, e c’è un ottima alternanza tra strofe e ritornelli. La melodia è in continuo sviluppo, cangiante, e proprio per questo meravigliosamente inaspettata, seppur sempre sposata al testo.

Prima o poi era già contenuta nell’ep precedente, In ogni momento, e qui ci viene riproposta pari pari. Sinceramente già allora non mi aveva entusiasmato, per il suo essere ripetitiva ma senza uno sviluppo crescente e quindi abbastanza scialba. Il ritrovarla non è stato proprio motivo di gaudio, ma tant’è. La fine del giorno, altro brano venato di pop ma non troppo incisivo di cui vale la pena ricordare l’ospitata di Costanza dei Be Forest che riesce più o meno a salvarlo, rendendolo senza infamia né lode. Sempre su sonorità leggere e rilassate si muove Calla, con la sua chitarra arpeggiata che la fa da padrone riuscendo a toccare le corde giuste per creare un insieme piacevole e toccante.

Per un amico parte sulle note pesanti del basso nelle strofe per poi librarsi leggera in ritornelli d’ampio respiro. Andreini è un breve stacco strumentale diviso tra una prima parte dolcissima ed arpeggiata ed una seconda imperniata su una pesante e corposa distorsione; quasi un modo per prendere fiato prima di Colonne d’errore, anticipata da una intro lunga e cupa. Il brano è sicuramente il più maturo e completo dell’intero disco; si ritorna su sonorità prettamente shoegaze ma la melodia è incredibilmente ricca e varia. Il tutto sfocia in una lunga coda finale strumentale alquanto elaborata. Traccia finale dell’LP è Lo spavento, più semplice e delicata, una chiusura non plateale ma di quelle che lasciano un buon ricordo all’ascoltatore.

In conclusione di questo nuovo lavoro dei Cosmetic non posso che dir bene, anche meglio del già ottimo Non siamo di qui. Certo, nel complesso Conquiste ha pur sempre un paio di punti deboli, ma ciononostante il livello si mantiene alto per tutti i quaranta minuti, e con alcuni picchi davvero notevoli. E’ il tipo di disco che ascolterei più volte senza stancarmi e senza saltare (quasi) nessun brano.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Lenta conquista
  • 2 · Melly
  • 3 · Sitar
  • 4 · Scisma
  • 5 · Prima o poi
  • 6 · La fine del giorno
  • 7 · Calla
  • 8 · Per un amico
  • 9 · Andreini
  • 10 · Colonne d'errore
  • 11 · Lo spavento

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