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Focus - New Music | Pubblicato il 19 luglio 2013

Non giudicare un album dalla copertina è un clichè che talvolta può anche venir meno. E’ il caso dell’album Young Ep, secondo lavoro della band Partenopea Crowding out effect, interamente autoprodotto e che mostra una maturità maggiore rispetto al Tonight Ep,che già ben lasciava presagire per il futuro.

Young Ep è uscito il 25 Ottobre 2012 e, dopo una buona serie di live in giro per la penisola, riesce anche ad oltrepassare i confini Italiani con qualche data Europea. E’un lavoro d’ affinamento e ricerca di alcune sonorità punk/rock che vengono rielaborate dal trio, composto essenzialmente da basso,chitarra e batteria e che rendono asciutte e ruvide le cinque liriche che compongono questo mini-album. I riferimenti musicali più espliciti rimandano a band essenzialmente rock con una forte ascendenza “brit”, quali Editors e The Strokes anche se si tratta di fugaci citazioni.

Volendo eseguire un’analisi dal generale al particolare, bisogna soffermarsi sull’ottima cover art che caratterizza lo slim-box ad opera di Attila Kozmòczki, il quale coglie lo spirito squisitamente Young dell’album. Le 5 tracce scorrono veloci ma non senza lasciare il segno. E’ un lavoro fresco, immediato ma anche fortemente introspettivo.

Alone” è la traccia che fa da apripista con un tiro fortemente rock e vagheggiamenti riflessivi soprattutto in coda. Più edulcorato l’approccio a “Keep Loving” in cui il significato dell’intero progetto si articola in un’impellente necessità di “essere e sentirsi giovani”. La title-track “Young” schizza via rapidamente con  i suoi 2:57 minuti e lascia spazio ad una più introspettiva e surreale “Broom” , probabilmente la più riuscita grazie ad una ritmicità costante arricchita da un ottimo dialogo tra il tridente composto da basso,chitarra e batteria, che si esaltano nelle sfumature finali del brano. Pochi secondi d’attesa ed è servita anche la Ghost-track “Wait”, interamente acustica, che sembra un invito ad attendere il momento giusto  per cogliere anche quelli migliori.

Young Ep è, nel complesso, un buon prodotto. Non mancano piccole sbavature ma l’impatto emotivo prende il sopravvento nei circa 20 minuti che caratterizzano l’album e che fanno ben sperare su eventuali lavori futuri.

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