Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 20 novembre 2012

CC

Crystal Castles

III

Genere: Elettronica, Sperimentale, Noise

Anno: 2012

Casa Discografica: Warsaw

Servizio di:

A due anni dalla pubblicazione di IIAlice Glass ed Ethan Kath ritornano più oscuri che mai con la produzione di III, album già preceduto dai singoli Plague e Wrath Of God presentati prima live e poi in via più ufficiale negli scorsi mesi. Ad un primo ascolto si capisce già che qualcosa è cambiato, che si va lentamente abbandonando la sfera del ballabile e del singolone di lancio, favorendo piuttosto una commistione di suoni più complessi e meno identificabili, il tutto senza abbandonare i tratti vocali e l’ossessiva oscurità che da sempre circonda il duo di Toronto. Se infatti dal punto di vista di Plague e Wrath Of God sembrava, specialmente con la seconda delle due tracce, che la ‘band’ si fosse ormai adagiata sullo standard musicale dei due album precedenti, l’ascolto di III riserva delle autentiche variazioni che, almeno dal mio punto di vista, rappresentano una maturazione che ancora in II (validissimo lavoro, ndr) sembrava lontana.

Ecco che quindi III si presenta con la sua tripletta di apertura Plague - Kerosene - Wrath Of God, sicuramente le tracce che rappresentano un diretto collegamento col passato, dimostrando però in più di un’occasione un rumore di fondo estremamente accentuato ed una ritmica sicuramente più accelerata, conferendo quindi un’aura di caos sempre crescente, sempre più ossessiva (ed in questo Plague ne è splendidamente l’esempio cardine). Altro tratto in via di modificazione è sicuramente l’uso della vocalità, non tanto per la linea generale che mantiene le sue sfumature misteriose e sempre velate, quanto per la riduzione degli spazi puramente musicali in favore di  quelli accompagnati da parole sempre meno decifrabili (Kerosene su tutte), anche se quest’ultimo punto ci stupisce un po’ meno.

Affection nasce dalle ceneri della totalitaria Wrath Of God per presentarsi con una ritmica questa volta più rallentata, tastiere e vari livelli di voci che si scavalcano e si inseguono, segnando una sorta di intermezzo che anticipa una Pale Flesh sperimentale e glaciale, roba da film horror. La ritmica quasi rilassante viene spezzata dalle urla di Alice Glass che si infrangono contro il persistente, acutissimo motivo che accompagna il brano in tutta la sua durata, creando atmosfere assolutamente nuove. Sad Eyes riparte alla carica con una ritmica che sa molto di dance anni ’90 ed un po’ meno di house, riportando alla luce linee ballabilissime anche se decisamente meno raffinate dei brani precedenti. La breve, calmissima intro di Insulin illude tutti prima di lanciare uno dei brani più sperimentali, filtrati e caotici di III, in cui una dance oscurissima e martellante monopolizza l’attenzione convogliandola in un turbine caotico e violento, prima che venga accolta dai fantasmi e dalle sirene di Transgender. Brano minimale all’inizio, Trasgender culla quasi dolcemente l’animo ancora ossessionato dalle allucinazioni di Insulin, trasportandolo su una base sempre più veloce circondata dalle mille sfumature vocali di Alice verso una convalescenza apparentemente rapida e completa.

Ovviamente non è così, perchè dal cilindro dei Crystal Castles escono in successione i due brani forse migliori (e quindi allucinatori, ansiogeni, spiazzanti) di III, ovvero Violent Youth e Telepath. Il primo si presenta con una base dance  - che dal vivo deve dare il suo meglio – corredata dalla persistente voce di Alice Glass che sembra andarsene per poi invece tornare continuamente ad abitare gli incubi di chiunque ascolti, sicuramente inebetito. Telepath, invece, è il brano probabilmente più strumentale di tutto III, presentandosi come il sommarsi continuo di colori ed esplosioni musicali che provengono da ogni direzione e che dipingono in modo casuale linee caotiche ed intrecciate in ambienti di pazzia e di allucinazione totale. Disorientamento completo, psicosi musicale.

 Non è detto che qualcuno debba riprendersi, ed infatti Mercenary irrompe con le sue trame musicali acide, moltiplicando gli incubi già abbondanti, lasciandoci infine al brano conclusivo Child I Will Hurt You, vero brano etereo che si articola fra voci lontane, cori ed un carillon che accompagna quasi dolcemente alla fine del lungo tunnel.

III è l’essenza dei Crystal Castles, è la sintesi di incubi e sperimentazione, rabbia, violenza ed allucinazioni. E’ una macedonia di stili musicali in cui la ragione sembra perdere la propria importanza, a vantaggio di tutto ciò che è istantaneo e tremendamente istintivo.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Plague
  • 2 · Kerosene
  • 3 · Wrath Of God
  • 4 · Affection
  • 5 · Pale Flesh
  • 6 · Sad Eyes
  • 7 · Insulin
  • 8 · Trasgender
  • 9 · Violent Youth
  • 10 · Telepath
  • 11 · Mercenary
  • 12 · Child I Will Hurt You

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi