Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 4 ottobre 2012

manzoni-singolo-garzantina-cucina-povera

ManzOni

Cucina Povera

Genere: Post Rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Garrincha Dischi

Servizio di:

C’è poco da fare, per un veneto come me i ManzOni sono un orgoglio, un vanto che dimostra che nell’alta pianura padana non abitano solo polentoni burberi e razzisti. Cucina Povera è il loro secondo disco completo e mantiene tutte le promesse con cui i nostri ci avevano lasciato dopo l’EP L’Astronave. Ancora una volta la voce triste e reale di Gigi Tenca ci racconta storie di sentimenti sinceri, di sofferenza, di gioia, di un mondo che, per quanto piccolo, è sempre in grado di dare moltissimo.

Alle liriche fanno da contraltare le splendide basi che, mai scontate, si muovono tra noise, post rock e momenti più leggeri, toccando i cuori di chi ascolta senza risultare mai ripetitive, come un abito cucito su misura ai testi, o viceversa. Impossibile non parlare di Mimì Clementi e dei Massimo Volume se si pensa al recitato secco e penetrante che accomuna i due gruppi; paragone da cui i ManzOni si sdoganano per una impostazione diversa della parte melodica, più mesta ma al contempo più presente. Il disco arriva pure in un momento meteorologicamente azzeccato; proprio ora che i primi freddi dell’autunno si presentano alle nostre porte l’opera di questi artisti di Chioggia ci catapulta in un mondo tanto gelido nella sua ambientazione quanto tiepido nei sentimenti che promana.

La prima storia narrataci è quella di Mario, anziano operaio preoccupato per il futuro di suo figlio, un laureato in filosofia con poche speranze in un mondo come quello di oggi, in crisi e allo sbando, di cui il protagonista diventa una sorta di eroe. La sua bestemmia in diretta tv eccheggia come un grido di disperazione contro un futuro in cui per quelli come lui non c’è posto.

La rabbia lascia il posto alla dolcezza malinconica di Dal diario, a mia madre; tra sognanti fruscii post rock scorre il flusso dei ricordi in una lunga coda sonora che si spegne bruscamente sulla prepotenza di una Mercedes avversa a quel momento di infinito onirico. Il mood resta invariato e l’accento si sposta sulla tematica amorosa con Scusami, un climax vocale che giunge a gridare un’amore fatto di dettagli piccoli ma importanti, di aspetti all’apparenza banali ma resi intensi dalla poetica di Tenca.

Un’elettronica nervosa ed un recitato minimale sono le caratteristiche di …ed ecco l’alba; la tensione del risveglio e la flessione nervosa causata dai tanti piccoli aspetti di una mattina come tante vengono rivestiti di una patina tragica. E’ questa la potenza dei testi dei ManzOni, particolari irrilevanti, parti della nostra quotidianità vengono sviscerati ed esasperati fino a mostrare la loro reale forza, il potere che hanno sulle nostre emozioni e sensazioni. Una Garzantina, già uscito come singolo anticipatore, spezza la tensione e sulle parole di un amore consunto e di una melodia più fruibile del solito riporta la quiete nell’ascolto e lascia lo spettatore con un sorriso triste a fior di labbra.

Con A mio padre ed i suoi arpeggi ipnotici ritorna a farsi sentire il peso dei ricordi; la forza del brano sta nel riuscir a formare, con pochi sapienti tratti, un’immagine reale, al contempo aspra e dolce, di una persona e di una relazione. Un circolo di accordi dal sapore positivo riporta a galla la nostalgia in Dimmi se è vero, come se ci si trovasse a guardare una vecchia foto ingiallita dal tempo. E di nuovo, con In Toscana, dal peso di un amore logoro si apre un crescendo finale di scuse che non può non ricordare la splendida Fuori Stagione dalla loro opera precedente. Nelle melodie di questa penultima traccia ho sentito pure qualche eco alla Non voglio che Clara, ma potrei essermelo immaginato. Infine chiude il disco il reading La Strada, forte e sincero, con la sua lunghissima ed estasiante coda sonora, degno finale di un’opera sì valida.

Da tempo un disco non mi commuoveva ed emozionava a tal punto; dai ManzOni mi aspettavo molto, ma questo è stato più di quanto potessi sperare. L’ascolto non è dei più facili, ma con ciò non voglio dire che vada sentito più volte, è sufficiente dedicargli l’attenzione che merita anche solo in un primo momento per essere totalmente travolti dai sentimenti espressi nelle storie in esso narrate. Il mio consiglio è dunque quello di attendere una giornata di pioggia e di lasciarsi trasportare nel mondo di Luigi Tenca; potrebbe essere l’ora meglio spesa del vostro autunno.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · Mario in diretta TV
  • 2 · Dal diario, a mia madre
  • 3 · Scusami
  • 4 · Ed ecco l’alba
  • 5 · Una garzantina
  • 6 · A mio padre
  • 7 · Dimmi se è vero
  • 8 · In Toscana
  • 9 · La strada

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi