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Recensioni | Pubblicato il 9 dicembre 2014

coperina CUMBO

Cumbo

Cumbo

Genere: Cantautorato

Anno: 2014

Casa Discografica: FarmStudioFactory

Servizio di:

Chi l’ha detto che l’ispirazione vera è figlia del solo periodo post-adolescenziale? Iniziare a scrivere canzoni è un percorso intricato ma che non ha delimitazioni spazio-temporali e l’esordio dell’artista perugino Stefano Cumbo ne è una vivida testimonianza. Storie autobiografiche e di denuncia sociale, aspirazioni di rivalsa e citazioni poetico-letterarie sono solo alcuni degli elementi intorno a cui ruota l’album d’esordio del cantautore di Città di Castello, che mostra d’avere la sensibilità giusta per arrivare all’animo dell’ascoltatore. L’album in uscita oggi per FarmStudioFactory si avvale della preziosa produzione artistica di Matteo Carbone (già a lavoro con Earth Hotel di Paolo Benvegnù).

La vis poetica di Cumbo si sviscera con delicatezza nei nove brani che caratterizzano l’omonima pubblicazione, che non risente della natura acerba che solitamente caratterizza gli album d’esordi. Cumbo riesce, infatti, a tracciare il profilo di un quadro in continua mutazione, come squassato dalle onde del mare, dove si dipanano storie individuali del proprio vissuto (“L’amore ritrovato”) o di grande valore etico e morale: la toccante “Canzone per Angelo”, un omaggio dovuto alla memoria del Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso nel Settembre del 2010 per aver ostacolato i piani di gente di malaffare e a cui ancora non è stato reso giustizia – Un ritratto fedele di un personaggio epico. Le morbide sonorità dell’album, sempre ben calibrate ed equilibrate, fanno da rimando ad interessanti riflessioni poetiche come in “Furbi”, volutamente ispirata ad una poesia del maestro Bukowski, o in “Emil” –  omaggio al filosofo e saggista Emil Cioran. Degna di nota anche il primo singolo estratto da Cumbo “Quello che so” dal retrogusto bonariamente pop ma allo stesso tempo intensa e riflessiva e con spunti fortemente evocativi (So che conta la fiducia, quella dell’equilibrista che cammina sopra un filo e non può dire “ora basta”) . I sogni utopici di una società migliore e non assoggettata al potere di “Gli Arditi” ben si sposa con il jazz-blues di “Visioni”. Sulle note di “Brezza di vento” volano via le ultime immagini di un costruttivo viaggio nello spirito di un uomo e allo stesso tempo di un’intera collettività che ne condivide eguali timori, incertezze e speranze.

La bellezza dell’opera prima di Cumbo è racchiusa (forse) proprio nella semplicità che la contraddistingue. Su linee melodiche ben ordite si muovono storie reali, talvolta di cronaca, che però non  ne annichiliscono il significato: come una bella storia da raccontare ai piedi del focolare e da trasmettere ai posteri. Storie, però, che bruciano di luce propria.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · L'amore ritrovato
  • 2 · Canzone per Angelo
  • 3 · I Furbi
  • 4 · Quello che so
  • 5 · Gli arditi
  • 6 · La ruota
  • 7 · Emil
  • 8 · Una brezza di vento
  • 9 · Visioni

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