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Recensioni | Pubblicato il 13 giugno 2013

Hedi Harris2

Heidi Harris

Cut The Line

Genere: Weird Folk, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Inner Ocean Records

Servizio di:

Poco più di un anno fa vi abbiamo parlato del primo album ufficiale di Heidi Harris, talentuosa cantautrice e multi-strumentista newyorkese. Dream Fodder ci aveva colpito per la sua capacità di varcare e rientrare nei limiti ricercando un’estetica non indifferente. Caratteristiche che si legano all’estrema versatilità della Harris.

Cut The Line è un lavoro che conferma tutta la sua inventiva, soffermandosi maggiormente sull’uso della ripetizione (che emerge subito in “Neck High In Moonlight”) e quindi anche della seprazione dei tempi. Il tutto mantenendo sempre una prospettiva multipla. Il risultato è un folk destrutturato (“oh My” è un esempio efficace), fatto di giochi  e sperimentazioni vocali (“Animal insect“) con trame ambient e frammentazioni ritmiche, o consistenti pause  che fanno da elemento destabilizzatore. Fa quasi tutto da sola: suona il piano, Il Violoncello Elettrico, le percussioni, il clarinetto, l’arpa e si occupa anche dei field recordings. Ad accompagnarla ci sono  anche Cory Zaradur, Porya Hatami, Sima Kim e Joaquín Mendoza Sebastián.

The Lonely” ci introduce subito ai loop con una vocalità ovattata ma imponente, e un sottostrato dalle strutture ambientali che si ripete ossessivamente seppur impercettibilmente; a dare continuità al tutto c’è il prezioso contributo del pianoforte. Siprocede anche in questa direzione con l’eterea “Maple“, un brano di estrema bellezza e  favorito dall’utilizzo dell’arpa e del clarinetto.

Where You Go to” il momento più sperimentale dell’album con un cantato spettrale e un arrangiamento minimale che sfocia quasi in strutture dark-ambient. Questa sensazione accompagna anche la successiva “Root and Sway“. La finale “Unfair” schiarisce leggermente l’atmosfera plumbea degli ultimi due brani. E’ un album che in qualche modo prende spunti dalla composizione meditata di stampo orientale e questo lo si ritrova ad esempio nel “lamento” e l’essenzialità di “Cut the Line” ma anche nella dilatazione di “Carved In“.

Con questo nuovo lavoro conferma le sue doti di ricercatrice del suono: le sue composizioni sono come opere astratte ma dotate di una grande armonia formale ed estetica. La sua bravura sta proprio nel far conciliare questi aspetti che solitamente collimano bruscamente. Una delle migliori scoperte di questi ultimi due anni.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Neck High In Moonlight
  • 2 · The Lonely
  • 3 · Maple
  • 4 · Cut The Line
  • 5 · Animal Insect
  • 6 · Carved In
  • 7 · Oh My
  • 8 · Where You Go To
  • 9 · Root And Sway
  • 10 · Unfair

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