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Recensioni | Pubblicato il 27 ottobre 2015

Deafheaven_-_New_Bermuda

Deafheaven

New Bermuda

Genere: Blackgaze, Post-metal

Anno: 2015

Casa Discografica: Anti Records

Servizio di:

Con i californiani Deafheaven eravamo rimasti a Sunbather, album che nel 2013 ha regalato alla band una certa visibilità e diverse ottime recensioni sulle webzine di tutto il mondo. A dispetto dell’entusiasmo suscitato, in modo particolare negli Stati Uniti, a noi quel disco non aveva convinto più di tanto.

Non che si trattasse di un album brutto o insufficiente, ma alla volontà di saldare sonorità black metal e altre tendenze (post metal, shoegaze e via dicendo) non sempre corrispondeva un’effettiva abilità di scrittura in grado di sorprendere l’ascoltatore. Nonostante una buona esecuzione, una produzione di livello e un’estetica essenziale, le canzoni spesso soffrivano di prolissità e mancanza di dinamismo.

La stoffa in ogni caso si intravedeva ed era quindi lecito aspettarsi un salto di qualità. Possiamo dire che questo sia stato finalmente compiuto? Se le attese erano rivolte all’ascolto di un disco semplicemente più bello e più ispirato, allora la risposta è senza dubbio positiva.

Nessuno stravolgimento, nessuna novità epocale, il successo di New Bermuda è dovuto principalmente a una radicalizzazione delle due componenti  stilistiche che caratterizzano la proposta musica dei Deafheaven. Da un lato la vena metal estrema, in virtù di una produzione leggermente più grezza rispetto alla prova precedente, diventa più aggressiva, più graffiante, più decadente e nostalgica al punto di riesumare, seppur per pochi secondi, anche il vecchio thrash di ottantiana memoria. Dall’altro l’elemento melodico si fa più arioso, più ispirato e più vario, grazie agli arpeggi che prendono spunto da diverse correnti indie degli ultimi decenni, senza rinunciare anche in questo caso alla digressione più storica, stavolta di marca Cure (la seconda parte di Come back e il brano di chiusura Gifts for the Earth).

New Bermuda riesce nell’intento di mantenersi in equilibrio pur sfoggiando arrangiamenti  più dinamici e più brillanti rispetto al suo predecessore. La opener Brought to the Water illustra alla perfezione quello che è l’attuale stato dell’arte dei Deafheaven. Non è da meno la seconda traccia Luna, apoteosi di violenza e poesia notturna. Baby blue prosegue in maniera lenta e articolata abbassando il ritmo per qualche minuto. La già citata Come back fa risalire la frequenza dei bpm per poi nuovamente concedersi a parti più lente e melodiche che confermano il buon livello di ispirazione della band. Chiude Gifts for the Earth, brano dall’andatura post punk che potrebbe anticipare le prossime mosse in ambito compositivo.

In definitiva si tratta della miglior uscita della loro ancora giovane carriera e siamo convinti che ci siano i numeri per fare ancora di meglio in futuro.  Ad esempio non sarebbe male se il cantante George Clarke provasse ogni tanto ad apportare delle varianti alle vocals, che allo stato attuale sono monopolizzate da uno screaming lacerante  ma spesso monocorde.

Per chi ama un certo tipo di evoluzione del metal estremo questo è un album da non perdere.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Brought to the Water
  • 2 · Luna
  • 3 · Baby Blue
  • 4 · Come Back
  • 5 · Gifts for the Earth

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