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Recensioni | Pubblicato il 18 maggio 2015

Sacri-Cuori-Delone-800

Sacri Cuori

Delone

Genere: Soundtrack-Folk, Blues, Contaminazione

Anno: 2015

Casa Discografica: Glitterbeat Records

Servizio di:

Terzo album in studio per i Sacri Cuori, band romagnola guidata da Antonio Gramentieri che torna a tre anni da Rosario. Nel 2013 hanno realizzato la colonna sonora di Zoran – il mio nipote scemo. Un legame con il cinema indelebile e che rappresenta inevitabilmente la più forte influenza della loro musica.

Il nuovo lavoro si intitola Delone concepito e registrato in tre continenti, con tutta la “famiglia allargata” Sacri Cuori. Ne fanno parte anche Evan Lurie (di Lounge Lizards e di tante colonne sonore di Benigni),Marc Ribot, Howe Gelb dei Giant Sand e Steve shelley dei Sonic Youth. Il contributo che segna maggiormente questo album è la soave voce dell’italo-australiana Carla Lippis. Il disco viene presentato con queste parole: Delone è un viaggio raffinato e sanguigno, ironico e romantico, con un gusto antico per il suono e lo sguardo verso il futuro. Questo è Delone e questa è la sua storia.

Siamo di fronte a quattordici capitoli che raccontano per l’appunto un viaggio dai vari contenuti emotivi e che disegnano l’evoluzione della personalità protagonista di questo viaggio. Il risultato è un intreccio di sfumature che caratterizzano questo lungometraggio sonoro: ritroviamo i riferimenti rielaborati ai grandi compositori italiani (“Serge“, “Dirsi Addio a Roma”, ”Delone” che non avrebbe sfigurato come opening del celebrato True Detective), incursioni tex-mex (“Madalena“), le venature blues che pervadono tutto il disco (“Cagliostro Blues“, la ruvidità di “Snake Charmer“, la seducente “psichedelia” di “Portami Via“), ballate “folk” dal sapore vintage (la deliziosa “Una Danza“, la strumentale “Billy Strange“, il romanticismo malinconico di “Dancing (on the other side of Town)“).

Il movimento ritmico è presente nell’iniziale “Bendigo” e “La Marabina“ che ricordano un certo rock “sixties” dai richiami tarantiniani. La voce della Lippis si inserisce benissimo in ogni contesto: dalla sua interpretazione “epocale” della title-track alla sensualità noir di “Seuls Ensemble” che ricorda certe sonorità e modo di fare di Grace Jones.

Un risultato eccellente dal primo all’ultimo minuto: una narrazione avvincente che delinea perfettamente lo stile della band senza mai occluderlo. Piacevole conferma che ribadisce anche la portata internazionale del progetto.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Bendigo
  • 2 · Una Danza
  • 3 · La Marabina
  • 4 · Snake Charmer
  • 5 · Delone
  • 6 · Billy Strange
  • 7 · Portami Via
  • 8 · Seuls Ensemble
  • 9 · Madalena
  • 10 · Dancing (on the other side of Town)
  • 11 · Cagliostro Blues
  • 12 · Serge
  • 13 · El Comisario
  • 14 · Dirsi Addio a Roma

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