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Recensioni | Pubblicato il 22 febbraio 2015

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di Oach

di Oach

Genere: Psych-Folk

Anno: 2015

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Appuntamento imperdibile questo con i vicentini di Oach ed il loro debutto omonimo, un piccolo must irrinunciabile di folk ibridato da visioni ancient vicino a The Tallest Man on Hearth (“The mountain fox”, “Vespers”), lontani Appalachi (“Every early morning”, “Retreat”) e arie incontaminate che si fa largo tra le migliaia di proposte che arrivano trafelate per un minimo di riscontro critico, e quello che c’è da dire subito è che  queste nove tracce fanno lo stesso effetto di un balsamo al sapor di gemme di pino, ti aprono dentro e scardinano l’anima.

Il folk d’Europa e quello Americano vanno a braccetto, una tracklist che dell’atmosferica vive e viaggia con passo caracollante, poesia e sweetness creano pagine sonore sopraffine, chitarre acustiche, macramè di arpeggi, Irish pipe, anni 70′s Tayloriani bucolici (“Don’t know”, “Stubborn’s cure”, “Who won, who lost”), un Nash in fregola blues (“The first time”), i miraggi folk-jazzy di una tromba svolazzante ( “Like the oaks” ); un esordio per questi di Oach  che merita più di una attenzione, un flusso ricamato di solitudini, albe e tramonti che attraversano lo spirito: il fascino di una opera prima che riempie tutto, qualsiasi cosa.

Eccellenza in transito.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · The mountain fox
  • 2 · Don't know
  • 3 · Vespers
  • 4 · Every early morning
  • 5 · Who won, who lost
  • 6 · Retreat
  • 7 · Stubbor'n cure
  • 8 · The first time
  • 9 · Like the oaks

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