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Dischi DOC | Pubblicato il 20 gennaio 2015

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David Bowie

Diamond Dogs

Genere: Glam Rock

Anno: 1974

Casa Discografica: Rca

Servizio di:

Non più Ziggy Stardust e non ancora Duca Bianco. Luogo di metamorfosi, quello presidiato dalla futurista cover painting disegnata da Guy Peelaert. Fenomenale questo storico disco. R&R in chiave Orwelliana sul piano dei contenuti. Mancavano allora dieci anni esatti alla data simbolo dello scrittore inglese. Ecco perciò i brani riservati al Grande Fratello e al 1984. Non ci sono più le paillettes, i make-up glamming e i civettuoli battuages di Ziggy e Aladin; scompaiono nel nulla le volumetrie “lunaire” di trine e gli sbuffi di lamè, ora regna l’incertezza e l’ansia, l’inquietudine e la ribellione che si proietta in un futuro – dalle tinte grigio topo -  di un nuovo linguaggio postato ai margini del rock, e che in un “futuro prossimo” in Heroes, Low e Lodger diverrà “esperanto” della supremazia Bowieana.

Più che un album, un concept impeccabile e suggestivo, grazie all’efficacia di alcune canzoni che struggono e illuminano l’alieno in questa sua nuova veste transgender tra fantascienza e irrealtà, che fa passi avanti nella circonferenza di una letteratura dove disagio e rinascita sono punti fermi. I Cani di Diamante sono l’alter ego dei potenti che lacerano la vita e quindi sopravvivere in questa società non è facile, anzi rischioso e pieno di paure e angosce, e allora è meglio ringhiare per non essere sbranati, e allora è meglio prendere qualcosa “ per dimenticare” il tutto.

Un disco alla cocaina  molti sentenziarono, ma il profumo della morte staziona qua e la. Il soul mischiato ad un po’ di rock circostanziale si tocca in tre canzoni: “Candidate, “Sweet thinge la reprise di essa, due tracce queste pregne della poesia junkie di William.S.Burroughs, delle distrofie visive e dannate – in un certo senso – che proiettano la noia e il mal di vivere dell’artista. Il cupo languore viene squarciato da “Rebel rebel, il passo rock che più di tutto porta questo disco in cima alle classifiche mondiali e che con la stupefacente “Diamond dogs condivide lo scettro della track list.

Ma la tregua effervescente dura un piccolo lasso di tempo, si è subito rituffati nel pessimismo nero delle ballate “Rock’n roll with me e “We are the dead che sfociano nella paura dell’esistente e della fobia: “1984 – sottolineata da superbi voli d’archi di Tony Visconti – e “Big brother” – dove una session tail elettrica sembra non finire mai. “La guerra è pace, La libertà è schiavitù e l’ignoranza è forza” canta l’eroe insieme alla “felice” brigata di scheletri che alberga nella sua anima – “Chant for ever Circling Skeletal Family – ma è anche forza di rialzarsi e di guardare in avanti, come spannare un vetro offuscato da nebbia e cercare un nuovo punto focale o forse un miraggio dove andare a vivere, ma resta il fatto che Bowie fa propria questa lezione, e nei dischi a venire la sua trasformazione mai finita lascerà solo il rimpianto di un’epoca bistrata che non si ripeterà. Superlativo.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Future legend
  • 2 · Diamond dogs
  • 3 · Sweet thing
  • 4 · Candidate
  • 5 · Sweet thing (reprise)
  • 6 · Rebel rebel
  • 7 · Rock'n'roll with me
  • 8 · We are the dead
  • 9 · 1984
  • 10 · Big brother
  • 11 · Chant for ever Circling Skeletal Family

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