Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 31 marzo 2015

unnamed(4)

Iosonuncane

DIE

Genere: Racconto

Anno: 2015

Casa Discografica: Trovarobato

Servizio di:

Nel 2010 uscì La Macarena su Roma e fu magia. Per chi aveva avuto modo di ascoltare IOSONOUNCANE, pseudonimo di Jacopo Incani, sardo, poco più che trentenne, prima del suo disco d’esordio, condensato nel “Primo pacchetto tematico gratuito” e in qualche live, il risultato andò oltre ogni sorta di aspettativa (a dimostrare che sì, anche quando le aspettative sono altissime si possono superare). Seguì un grande giro per l’Italia per spandere il verbo de “La macarena su Roma”, poi, all’improvviso, il silenzio. Più nessun aggiornamento, solo l’attesa per un successore che tardava ad arrivare.

Ora, passati cinque anni, il successore è arrivato ed ha assunto una forma che non era scontato aspettarsi. Pezzi lunghi e multiformi, una delle tante differenze con il disco precedente. Poi i testi, vera cifra stilistica della musica di Incani. Laddove La macarena su Roma andava ad indagare con la lente di ingrandimento i rapporti dell’uomo con il reale a lui più vicino, la speculazione di questo nuovo DIE è una vista lontana e più globale, meno facilmente indagabile ma più profondamente ricca, soprattutto di spazi di interpretazione che sta all’ascoltatore riempire. Di cosa parla il disco lo ha raccontato lo stesso Incani nelle interviste: c’è un uomo in mezzo al mare che rischia di morire, con l’acqua infuriata che “schiassa contro gli scogli”; nello stesso momento, sulla terra ferma, al sicuro, c’è una donna, la sua donna, che vive il timore di non rivederlo mai più. Tutta questa situazione è racchiusa in sei brani, il primo e l’ultimo corali, i quattro centrali invece individuali, due per ognuno di loro. Si tratta di un concept album forma tanto cara alla musica progressive che anche qui, in particolare in “Buio”, trova nuova linfa e nuovi sviluppi, in una trasfigurazione che la inserisce nel disegno musicale totale dell’album senza creare attriti con il resto (e lo stesso Incani non ha mai nascosto il suo amore per il genere, dicendo anche di aver ascoltato più gli Yes che gli Animal Collective).

La partenza con “Tanca” è di quelle che lasciano attaccati alla sedia, incapaci di capire più quale sia la vera realtà, se quella che vediamo o quella che stiamo sentendo. La partenza è segnata da un mantra che esplode dopo aver soggiogato le orecchie dell’ascoltatore in un ritmo ballabile e nello stesso tempo confusionario, con il basso profondo e lontano, che guida il pezzo. Dopo il racconto della tempesta, evocativo e costruito per immagini che hanno la capacità di mostrare quello che si ascolta, la musica si evolve in un solo di tastiera che sfrigola nelle sue distorsioni. Siamo davanti al primo pezzo lungo del disco (che non è difficile immaginare come una bomba nella sua resa live), il secondo è centrale ed è “Buio”, che vive di una costruzione composita ed elaborata, e che rigetta, dopo l’intermezzo soleggiato di “Stormi”, nella atmosfera apocalittica del brano iniziale, immersi nel mare di campionamenti, chitarre, tastiere e quant’altro. “Carne” mette in bella vista le chitarre ed è forse il pezzo che più richiama il disco precedente, “Paesaggio” invece, nel suo ritmo sostenuto prepara alla conclusiva “Mandria”, techno virata in chiave oscura, con gli handclapping che tornano, come nell’iniziale “Tanca”, a dettare i ritmi di tutto il pezzo, in una follia, controllata magistralmente a livello sonoro, in cui è impossibile non mischiarsi.

DIE è un disco bellissimo e diverso da quello che forse ci si aspettava. A partire dai testi, che potrebbero formare un unico lungo racconto, diviso per capitoli rispondenti alle canzoni, fino ad arrivare alla musica dove, l’elettronica che predominava ne La macarena su Roma, si evolve in un ricerca che abbraccia i cori femminili e gli strumenti acustici e classici. Ed è anche un omaggio alla sua terra, la Sardegna continuamente evocata, che non può che ergersi come campo di scontro dei temi trattati, Vita, Morte e Natura.

Una lunga attesa ma ne è più che valsa la pena.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Tanca
  • 2 · Stormi
  • 3 · Buioi
  • 4 · Carne
  • 5 · Paesaggio
  • 6 · Mandria

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi