Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 6 febbraio 2015

PromoImage

Disappears

Irreal

Genere: Krautrock, Post-punk

Anno: 2015

Casa Discografica: Kranky

Servizio di:

Quinto album in studio per i Disappears, la band di Chicago che sta distinguendosi per il proprio sound crudo ed estremo. Dopo le sperimentazioni Industrial del lavoro precedente Era, il quartetto americano si ripresenta in questo 2015 con uno spettro sonoro poco dissimile ma allo stesso tempo più aperto a differenti influenze sonore. Le coordinate sono sempre le medesime: krautrock di maniera unito al post-punk più ruvido e viscerale, il tutto miscelato in un’insana ricerca rumorista e volutamente distorta. Questi, dunque, i tratti somatici di Irreal che già a partire dal titolo riesce a  rendere perfettamente le suggestioni ricreate dalle otto malsane tracce.

E’un salto nel vuoto, uno sguardo negli abissi più oscuri, l’ascolto di quest’album che vive di momenti di concretezza espressiva e, a tratti melodica, e di divagazioni astratte arricchite da echi cupi e sinistri. A dettare legge qui è la supremazia del rumore assoluto sulla base di pezzi basso-centrici e che raccontano di una moderna follia irreale. Lo si percepisce perfettamente nei trip di “Integration” ed “Irreal”, connotati da una distopia macabra ed eversiva. I brani sembrano sgretolarsi sotto i tonfi giunonici della drum machine per poi lanciarsi in folli inseguimenti arrembanti ed estremamente effettati. A segnare un punto di svolta per la band, però, è l’attenzione maggiore anche per testo e melodia: alternate alle algide sonorità robotiche trovano spazio anche pezzi più stoogesiani come “I_O”, che sul finale ricorda alcune aperture melodiche firmate dai Motorpsycho di Year Zero o la claustrofobica “Another Thought”, che prende in prestito dal miglior Ian Curtisle atmosfere di Closer. Citazione, allora, o spunto troppo esplicito? La verità potrebbe stare proprio nel mezzo poiché si avverte un distacco piuttosto netto dalle succitate band, che sicuramente avranno condizionato il percorso formativo dei chicagoans Disappears. Prima di concludere il viaggio nella tana del bianconiglio c’è ancora il tempo d’intercettare sofisticazioni Thomyorkiane con “Halcyon Days” ed una rocambolesca “Mist Rites”, rito tribale di paranoia pura, apice della follia Irreal. “Navigating the Void” (Navigando nel nulla) chiude questa cavalcata sonica regalando istanti dove al vuoto assoluto si contrappone un brusio cosmico e proveniente chissà da quale quasar.

Irreale eppure così corposo questo nuovo lavoro dei Disappears. Un disco che (purtroppo) probabilmente non riceverà l’attenzione che meriterebbe, soprattutto qui in terra nostrana, ma lo spettro di ricerca sonora attuata dalla band americana è molto ambiziosa e riesce a trascinare in un’atmosfera di forte costrizione emotiva. Se un disco riesce a mutare il tuo stato d’animo durante l’ascolto vorrà pur dire qualcosa. Consigliatissimo!

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · Interpretation
  • 2 · I_O
  • 3 · Another Thought
  • 4 · Irreal
  • 5 · OUD
  • 6 · Halcyon Days
  • 7 · Mist Rites
  • 8 · Navigating the Void

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi