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Recensioni | Pubblicato il 31 dicembre 2014

Sleafods

Sleaford Mods

Divide and Exit

Genere: Post-punk, Hip Hop, Stream of consciousness

Anno: 2014

Casa Discografica: Harbinger Sound

Servizio di:

Jason Williamson, vocalist del duo Sleaford Mods, affiancato dal 2012 dal corruttore sonoro Andrew Robert Lindsay Fearn, è nato nel 1970 in un posto non proprio sconosciuto per quanto sperduto. Il luogo di nascita è Grantham, nel Lincolnshire. Chiaramente non vi verrà in mente nulla ma andando a cercare il nome di questa località su Wikipedia, avrete le idee più chiare: si tratta di una piccola cittadina di 34000 abitanti che ha dato i natali a Margaret Thatcher. Ed è proprio ricollegandosi alla Thatcher che la musica del duo, che lavora a Nottingham, può essere meglio compreso.

Non è facile riuscire a definire il suono di questo Divide and Exit, ultimo dei numerosi dischi del marchio Slefaord Mods. Il lavoro tra i due componenti è ben diviso: Williamson si occupa delle parole e Fern cerca di costruire delle impalcature più o meno stabili su cui reggere il flusso che esce dalla bocca del compagno. Si diceva di Margaret Thatcher e, leggendo i testi si capisce quale è questo contatto assurdo tra l’ex Lady di Ferro e il distruttivo duo. Le parole di Williamson sono figlie degli errori della politica della Thatcher, sono una continua critica, sono la rabbia di coloro esclusi dalla grande fiumana del progresso. Le sue sono declamazioni amareggiate sulla disoccupazione, sono critiche alla moderna vita lavorativa, sono insulti al mondo delle celebrità e a quello pop-patinato, sono ovviamente urla contro il capitalismo e la società in generale. I testi sono infarciti di parolacce, livellate però nel contenuto dei testi, come a dire che queste non sono parolacce, ma è il linguaggio proprio di chi ha da urlare e da protestare. Spirito realmente punk, come è punk questo misto di new-wave, industrial e hip hop che costituisce la loro cifra caratteristica.

Capiti i presupposti non ci si stupirà quindi di quelli che sono i suoni di questo disco: “Air Conditioning”, situata in apertura, è un manifesto del suono degli Sleaford Mods, con i suoi clangori industriali declinati in chiave post-punk su cui si inerpica il rabbioso vociare di Williamson, “Middle man” e “Liveable Shit” sono due belli schiaffoni in faccia all’ascoltatore, sommersi nei loro giri ripetitivi e luridi, conditi da “fuck” e sporcizie varie, “A Little Ditty” apre le danze con un rutto, cosa che farebbe schifo ma non qua, non in mezzo a questo mondo.
Un disco figlio della depressione del ceto suburbano degli anni ’80 (grazie Thatcher continua a ripetere Williamson), unico vero modo per immaginarsi l’Inghilterra che non sia Londra perché questi due la vivono davvero. Un disco che, nelle sue ossessive tastiere e nell’accento cockney di cui è intessuto l’hip hop bianco di Williamson, è quasi un documento storico.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Air Conditioning
  • 2 · Tied Up In Nottz
  • 3 · A Little Ditty
  • 4 · You're Brave
  • 5 · Strike Force
  • 6 · The Corgi
  • 7 · From Rags To Richards
  • 8 · Liveable Shit
  • 9 · Under The Plastic And N.C.T.
  • 10 · Tiswas
  • 11 · Keep Out Of It
  • 12 · Smithy
  • 13 · Middle Men
  • 14 · Tweet Tweet Tweet

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