Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 8 aprile 2013

527230836-1

Fred Woods

Documenta

Genere: Dark-folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Di Fred Woods, al di là della provenienza, si riesce a sapere ben poco: canadese di Montreal ed ex vocalist dei Château, il cantautore di cui vi parliamo è una di quelle preziose scoperte da serata al pc, passata a cercare e condividere musica con altri appassionati. Poche note, qualche salto veloce da una traccia all’altra e si finisce quasi rapiti in un’atmosfera vellutata, avvolgente, che inevitabilmente spinge a ripartire dalla prima traccia per cogliere appieno la rara bellezza di questo lavoro.

Documenta, album uscito a fine gennaio, è qualcosa di più di un semplice infatuamento musicale, è piuttosto un vero e proprio incontro tra la propria sensibilità e le drammatiche evoluzioni che prendono forma tra le pieghe di una voce dal calore magnetico, rassicurante nel suo non essere mai su di giri.

Supportato dai due compagni di viaggio Alexis e François, con i quali si alterna ad una vasta gamma di strumenti che vanno dalle tastiere all’armonium, fino al sassofono e all’ukulele, Fred Woods dà vita ad un lavoro struggente, cupo, trasformandosi così agli occhi (e alle orecchie) di chi ascolta, da perfetto sconosciuto in cantautore di razza, imprescindibile narratore cui affidarsi nel buio delle ore serali.

Dopo i quasi due minuti introduttivi di “Bygone”, portone d’ingresso in salsa ambient ai meandri di Documenta, si entra immediatamente nel vivo dell’album con “The pond”, brano che dopo un inizio minimalista chitarra e voce si arricchisce di sonorità variopinte in un’improvvisa esplosione che coinvolge fiati e percussioni.

Woods possiede carisma e talento naturali e lo dimostra ampiamente nelle successive tracce, tutte giocate sul filo di un dark-folk ora dai suoni vari ed articolati (“It was the sky”, “Schools”, “Rebuilt”), ora sofferto ed intimista (“Come out”, “Darkstar”), capace di mutare in brividi ogni singolo passaggio vocale e strumentale.

Completamente coinvolti nel vibrante pathos che tiene salde le redini di Documenta, si giunge così alla parte conclusiva dell’album, in cui l’intermezzo strumentale di “Positiv”, costruito su un morbido tappeto elettronico, anticipa la cupa ballata “Into your style” e la meravigliosa marcia ferale di “Red”, toccante episodio di chiusura che condensa in cinque minuti e mezzo tutta la malinconica espressività del giovane cantautore canadese.

Senza ombra di dubbio tra le migliori produzioni ascoltate in questi ultimi mesi, nonostante si parli di un lavoro che finora non ha trovato spazio sugli organi di stampa tradizionali, Documenta è un album da gustare fino in fondo in ogni suo dettaglio, per non lasciarsi sfuggire il fascino profondo ed introverso custodito dalle dieci perle che lo compongono: una sorpresa già pronta per diventare immancabile compagna dei propri momenti di intimità.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Bygone
  • 2 · The pond
  • 3 · Come out
  • 4 · Rebuilt
  • 5 · It was the sky
  • 6 · Schools
  • 7 · Darkstar
  • 8 · Positiv
  • 9 · Into your style
  • 10 · Red

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi